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Pronto un piano della Croce Rossa per interventi veloci sulle calamità

Da: “Corriere Medico” supplemento del “Corriere della Sera” di venerdì 27 luglio 1984 – Roma.
PROTEZIONE CIVILE E MAXI EMERGENZE

Mentre il ministero della Protezione civile e quello della Sanità stanno mettendo a punto un piano sanitario per le maxi-emergenze, i volontari del soccorso e i pionieri della Croce Rossa hanno pubblicato un fascicolo sul “Sistema operativo dei volontari Cri negli interventi per calamità naturali e indotte”.

“Il volontario della Cri” spiega l’ispettore nazionale dei volontari del Soccorso Cri, Massimo Barra “vuole e deve distinguersi dal volontario “sciolto”: in tutto il mondo la Croce Rossa è sinonimo di intervento in emergenza organizzato, disciplinato, tempestivo, autosufficiente, efficace e, soprattutto, pianificato “il giorno prima”.

“Il sistema operativo” sottolinea Barra “è il risultato del duro lavoro di migliaia di volontari del soccorso nelle tante emergenze che hanno colpito il Paese”. Analizzando questo “sistema operativo”, si scopre che il “Nucleo logistico”, che ogni gruppo deve impegnarsi a costituire con assoluta priorità (anche e soprattutto per la necessaria autonomia negli interventi a carattere locale concordati con le Prefetture), non è altro che un evoluzione del vecchio concetto di “squadra di protezione civile”.
Questo nucleo funge da supporto indispensabile (garantendo i servizi tecnici; il vitto; il montaggio, la manutenzione e lo smontaggio di impianti e materiali) ai “nuclei operativi” finalizzati, secondo i compiti di carattere socio-sanitario ed assistenziale demandati alla Cri dalla vigente legislazione.

Il “modulo di intervento” volontario Cri nasce, quindi, come “struttura finalizzata ad un duplice impiego: in via prioritaria per l’impegno a carattere locale, usufruendo dei materiali e dei mezzi a disposizione dell’unità periferica di appartenenza, come struttura integrata nel dispositivo provinciale di protezione civile; in via secondaria, usufruendo del solo personale e relativa dotazione individuale, nell’ambito del Sistema operativo nazionale ad integrazione delle strutture locali, in caso di catastrofi che coinvolgano due o più province, ovvero ad integrazione della struttura locale laddove questa non sia in grado di fronteggiare adeguatamente da sola le calamità”.

Qualora, poi, le circostanze comportino l’impiego di più moduli in una stessa località, si è ritenuto di ricorrere alla denominazione di “formazione di intervento”, che vuol dire, appunto, l’impiego di un insieme di più nuclei operativi, supportati da un unico nucleo logistico, ovviamente rinforzato sia come dotazioni che come organico, da costituirsi all’atto dell’evento calamitoso sulla base delle esigenze che si manifestano.

Ovviamente questa “pianificazione interna” dell’attività di protezione civile della Cri deve essere inquadrata sia nell’ambito delle competenze e della pianificazione generale delle attività di emergenza della Cri, sia nell’ambito di quanto disposto dalla vigente legislazione. Legislazione che attribuisce alla Cri compiti di primo soccorso socio-sanitario alle popolazioni colpite; assistenza e distribuzione di generi di prima necessità e soccorso sanitario di massa.

Per l’assolvimento di tali compiti la Cri si avvale del personale civile e delle componenti volontaristiche, per quanto riguarda i primi due compiti, ed anche delle apposite unità a tal fine destinate, supportate dal Corpo militare della Cri, per quanto riguarda il soccorso sanitario di massa, sempre che le autorità lo ritengano necessario e ne facciano espressa richiesta.

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