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Per gli extracomunitari non c’è più una lira

Da: “Il Giornale d’Italia” del 14 gennaio 1994
In forse tutti i programmi di assistenza del 1994

La grave situazione verrà affrontata oggi in un “faccia a faccia” tra mons. Di Legro e gli assessori responsabili di Provincia, Comune e Regione Un “faccia a faccia” tra il direttore della Caritas diocesana di Roma, mons. Luigi Di Liegro e i tre assessori responsabili dei problemi dell’immigrazione nel Lazio, Laura Scalabrini della provincia, Massimo Barra e Amedeo Piva, in rappresentanza del Comune si svolgerà questo pomeriggio nella Sala del Bramante di Piazza del Popolo.

L’incontro organizzato dalla “Rivista delle Nazioni” è stato voluto da Massimo Barra per cercare di trovare soluzioni concrete e concordate tra Associazioni di volontariato ed enti locali, ai problemi posti dalla massiccia presenza di cittadini extracomunitari nella Provincia di Roma.

Al riguardo l’assessore Barra ha dichiarato: “Esiste un intollerabile gap tra società civile e istituzioni, fonte di perdita di tempo, di attriti e di ostacolata operatività. Mentre ancora la Provincia sta discutendo il piano per l’immigrazione del 1992, tutte le Associazioni che operano a favore degli extracomunitari sono costrette a chiudere i servizi per mancanza di fondi oppure a ricorrere al credito bancario il cui costo va a detrimento dell’assistenza erogata”.

Assessori e associazioni debbono trovare un’intesa per combattere il nemico comune rappresentato dai cavilli burocratici che vengono spesso, posti ad arte per impedire l’impiego dei fondi stanziati e che nascondono talora il razzismo latente di chi pensa che gli extracomunitari sarebbero stati meglio a casa loro, ha aggiunto Barra.

Ed a proposito di fondi proprio nei giorni scorsi Loretta Caponi, presidente delle comunità di extracomunitari presenti a Roma, ha chiesto che siano le stesse associazioni di immigrati a gestire in proprio almeno la metà dei fondi. Ma c’è da dire che l’emergenza-immigrati è grave quasi quanto quella della casa.

Anche agli extracomunitari si sono fatte da anni soltanto promesse mentre ci si è ben guardati dal costruire uno solo dei Centri di prima accoglienza che erano stati loro promessi. Nel frattempo si è agevolata una immigrazione a pioggia che ha finito per rendere sempre più folto e sempre più povero il popolo di arabi, nordafricani, nigeriani e asiatici, per citare i gruppi più numerosi.

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