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Overdose, un morto ogni quattro giorni Ieri tre decessi, all’Esquilino e a Torrevecchia

Da: “Il Messaggero” di luned“ 22 febbraio 1996 – Roma.
Dal primo gennaio sono già sei i tossicodipendenti che hanno perso la vita per un buco.
Già nel ’95 più vittime che nel ’94
L’anno è incominciato con un triste record

Tre morti in poco più di dodici ore. Tutti per overdose. Comincia male il ’96 sul fronte della lotta alla tossicodipendenza: sono già cinque i morti dall’inizio dell’anno, uno ogni quattro giorni. E già il ’95 era stato un anno maledetto in cui il numero delle vittime per overdose era raddoppiato rispetto al 1994. Il primo ad essere scoperto è stato il cadavere di Franco Mancinelli 38 anni, precedenti penali legati a reati di droga.

Lo hanno trovato dentro un furgone parcheggiato in via Carlo Alberto, appena dietro Santa Maria Maggiore, al centro di una delle roccaforti dello spaccio di eroina in città. Aveva ancora la siringa infilata nel braccio: l’ultima dose lo ha fulminato. All’una meno un quarto è stata la volta di Massimiliano Venturini 37 anni anch’egli con precedenti penali per reati di droga.

A capire che per lui non c’era più nulla da fare è stata la moglie nella loro casa di via della Valle dei Fontanili 47, a Palmarola. Gli agenti della polizia dopo aver perquisito sommariamente l’abitazione hanno ritrovato una siringa usata da poco. Ipotizzando che la causa della morte di Venturini sia da addebitare a una overdose, anche in questo caso – come per Mancinelli – il magistrato di turno ha disposto l’esame autoptico.

E ieri, alle 13,40, a Porta Maggiore, è stato trovato il corpo di Carletto Abis 36 anni, tossicodipendente. Anche per lui, il medico legale, ha ipotizzato la “morte per probabile overdose”. Ma c’è un altro episodio avvenuto durante la notte, che da il segno di quanto sia diffuso e senza zone franche il dramma della tossicodipendenza con tutte le conseguenze in termini sociali e di sicurezza.
In via Flaminia, poco prima dell’una, un tossicodipendente armato di bastone ha aggredito davanti a Villa del Rosario, due donne che camminavano in strada dirette alle loro abitazioni e, minacciandole, le ha rapinate. Franca Caruso di 55 anni, ha dovuto consegnargli un paio d’orecchini e 40 mila lire in contanti; la sua amica la tedesca Milde Minika di 52 anni, gli ha dato invece la borsetta con i documenti e la carta di credito.

Magro bottino il suo, ma più che sufficiente per acquistare almeno due dosi di eroina. La diffusissima “brown sugar” viene venduta a circa 50 mila lire a “pezzo”, cioè un quarto di grammo. Come ha rilevato il sociologo Maurizio Fiasco l’analisi dei numeri relativi ai decessi per overdose che come si diceva, nel ’95 sono raddoppiati rispetto all’anno precedente, mette in evidenza in particolare due elementi: non muoiono per overdose solo i tossici di vecchia militanza ma c’è un nuovo reclutamento tra i più giovani e, secondo elemento, tra le vittime ci sono molti stranieri.

“Dopo più di vent’anni siamo a un giro di boa” denuncia Massimo Barra, responsabile dell’Associazione Villa Maraini che, con Magliana 80 e Parsec, sta realizzando un progetto di “riduzione del danno delle tossicodipendenze”. “Della prima generazione di tossici, un terzo è morto, un terzo si è salvato, un terzo continua a bucarsi e a morire.

Intanto una nuova generazione si avvicina alle anfetamine, esattamente come avevano fatto i loro predecessori, con le pasticche di Ecstasy che trovano nelle discoteche. Tra loro ci sono gli eroinomani di domani. Dopo gli sballi d’euforia sentiranno la necessità di calmarsi. E quale migliore sedativo dell’eroina? Si ricomincia, insomma”.

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