Servizi

Otto nuovi centri antidroga del Campidoglio affidati a Don Picchi

Da: “Il Messaggero” del 25 settembre 1991 – Roma.
Saranno aperti nei quartieri più a rischio
Lo ha annunciato l’assessore ai Servizi sociali Giovanni Azzaro. E’ polemica però sul Telefono in aiuto gestito finora da Villa Maraini e affidato a una nuova cooperativa, la Logos Ricerche

Con tre delibere sull’assistenza ai tossicodipendenti l’assessore ai Servizi sociali del Comune scatena la sua battaglia contro la droga. Con piglio militaresco Giovanni Azzaro parla di “avamposti”. Il progetto prevede otto centri per accogliere i tossicomani nei quartieri più a rischio della città, Serpentara, Primavalle, Corviale, Prati, Tor Bella-Monaca, Laurentino 38, San Basilio e Cinecittà, che saranno gestiti dal Ceis di don Mario Picchi.

Per dare una sede a questi presidi, Azzaro rispolvera una vecchia idea, tirata fuori per trovare un alloggio agli immigrati, che finora non ha avuto successo: ristrutturare scuole abbandonate o edifici comunali in stato di degrado. “Ma questa volta – azzarda l’assessore – abbiamo bisogno solo di poche decine di metri quadri e la popolazione non dovrebbe fare difficoltà”.

Prontamente lo rimbecca Alberto Sera della Uil accusandolo di aver moltiplicato miracolosamente, ma solo sulla carta, le strutture e le aree dove andrebbero ospitati gli extracomunitari, i nomadi, gli anziani e ora i tossicodipendenti. La piccola rivoluzione antidroga costerà sette miliardi e 359 milioni destinati al Centro italiano di solidarietà, che dovrà assistere nelle proprie comunità circa duecento persone per tre anni, alla cooperativa Il Cammino per i servizi di assistenza residenziale presso la comunità di Città della Pieve, e alla cooperativa Logos Ricerche, per un telefono di emergenza che risponda alle chiamate dei tossicodipendenti 24 ore su 24.

Proprio quest’ultima convenzione ha scatenato un nugolo di polemiche. Il Telefono in aiuto è stato infatti finora gestito dalla Fondazione Villa Maraini, che vanta un’esperienza decennale nella cura dei tossicodipendenti. La delibera, che affida il servizio alla cooperativa Logos, sembra mettere in discussione l’attività di Villa Maraini, che da un anno a questa parte tira avanti con finanziamenti di tre mesi in tre mesi sul filo delle proroghe concesse dall’assessorato ai Servizi sociali: sette in un anno.

L’ultima, fino al 31 dicembre, è scaturita dalla giunta di lunedì scorso. Ma dal 1992 cosa accadrà di Villa Maraini? “Non c’è nulla da temere – assicura Azzaro – la Fondazione ha chiesto un finanziamento al ministero per gli Affari sociali, che consentirà loro di andare avanti benissimo. Se poi questo non dovesse succedere, sarà il Comune a stipulare una nuova convenzione”.

Di queste promesse si fida poco l’associazione dei genitori degli assistiti di Villa Maraini e degli amici “Insieme contro la droga” che ieri inutilmente hanno aspettato di essere ricevuti dall’assessore per esprimere le proprie preoccupazioni. Sulla gara che aggiudica il Telefono in aiuto alla cooperativa Logos grava inoltre un sospetto di illegittimità, espresso a chiare note dal Segretario generale del Comune e dal Capo dell’Avvocatura, che raccomandavano di ripetere l’avviso di gara, ricordato peraltro anche nella delibera approvata lunedì dalla giunta.

“Proprio il sindaco Carraro – sottolinea il fondatore di Villa Maraini Massimo Barra – ha ricordato le benemerenze della nostra associazione. Ora non ci spieghiamo questa esclusione. Non siamo stati i soli a chiedere un finanziamento al ministero degli Affari sociali. Questo non è un buon motivo per escluderci”. E Augusto Battaglia del Pds fa notare: “La battaglia contro la droga ha bisogno di tutte le forze in campo. E’ assurdo contrapporre esperienze che hanno avuto successo con metodi diversi. Ci auguriamo perciò che il Coreco annulli la delibera sul Telefono in aiuto, palesemente illegittima”.

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