Servizi

“Non il metodo duro, ma il metodo giusto: far star bene la gente”

Da: “Il Manifesto” di venerdì 14 gennaio 1981
Villa MARAINI UN DAY-HOSPITAL PER TOSSICODIPENDENTI

ROMA. Per aspetto e struttura ricorda un vecchio e disuso pensionato per anziani. Alle sette di sera, quando arriviamo, capitiamo nel bel mezzo di un’animata riunione tra una ventina di ragazzi, il dottor Barra e un assistente sociale. Da quanto si capisce è la richiesta di maggior disciplina nell’adempimento dei compiti. La richiesta viene dal di dentro, ovvero da un gruppetto che richiede con forza che tutti partecipino onde evitare che alcune mansioni ricadano sempre sulle stesse persone La discussione, molto “tecnica” è appassionata, talvolta violenta.

Poco dopo la riunione si scioglie, per continuare lungo i corridoi. Con il dottor Barra ci ritiriamo nello studio. Questa è Villa Maraini – sbotta, come per dire che ciò che ho visto e udito, parla da sé. Villa Maraini è un day – hospital. La sera chiude e tutti tornano a casa loro. Il centro è nato nel ’76, in sordina “anche se ora a Roma lo conoscono tutti”. Il terreno e lo stabile sono di proprietà della Croce Rossa “che successivamente si ritirò dalla gestione per la parte riguardante il personale medico e psicologo e gli operatori”.

E così nel ’79 subentrò la regione che ha “gettonato” le sette persone che ora vi operano, tramite l’amministrazione provinciale. “Ma sono tutti sottopagati – aggiunge il medico – perché prendono 20 mila l’ora per sei ore di lavoro, contro le 40 mila abituali. In queste condizioni è difficile operare, con efficacia”. Ma il centro come funziona? “I ragazzi arrivano sciolti, ognuno per conto suo e con le motivazioni più diverse.

Possiamo definirci un luogo dl aggregazione più che un luogo di cura vero e proprio. Non abbiamo cartelle di accettazione. Non servono a nulla. Qui però ci sono i veri tossicomani, quelli di Campo dei fiori, delle borgate, di piazza Navona. E in sei anni di attività e di gestione “aperta” non è successo nessun fatto grave. “L’entrata, come vedi – prosegue – è libera anche se abbiamo ormai due tipi di utenti, sedimentati e storicizzati.

Quali? “I residenti che vengono tutti i giorni, mattina e sera, e gli ambulatoriali che arrivano per usufruire di determinati servizi: flebo, agopuntura, visite mediche, consulenze specialistiche. Cosa fanno i residenti? “In genere attività di routine dove le mansioni non sono fisse e tutto viene svolto insieme. Poi ci sono anche attività individuali e che sono le più svariate e comunque diversificate dallo stare in “piazza” e parlare solo della “roba”.

“Poi, come è stile di un centro aperto, abbiamo duna riunione operativa settimanale per fare il punto sulla situazione; sempre una volta la settimana c’è un gruppo di psicoterapia e una riunione degli operatori”. Ma che metodo seguite? “Non c’è un metodo di Villa Maraini – dice Barra – C’è una cura di svezzamento e il metodo della “mesoterapia”, in sperimentazione, e che consiste in un primo trattamento individuale che poi per le successive 60 ore diventa collettivo. (Segue alla pagina successiva >>)

,