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Nasce il camper antidroga

Da: “Il Tempo” di martedì 16 luglio 1991
Un progetto di Cgil, Cisl e Uil unitamente a Villa Maraini e all’Aida
Un’unità di strada con un’equipe specializzata in assistenza per coprire i costi

COLMARE il vuoto esistente tra l’indifferenza della gente verso i problemi dei tossicodipendenti e l’intervento repressivo della polisia è lo scopo del progetto presentato ieri a Roma dalla CGILCISLUIL, la Fondazione Villa Maraini e l’AIDA (Associazione Italiana Diritti e Difesa AIDS). La proposta consiste nella creazione di “unità di strada”, cioè di camperantidroga, collocati nei punti caldi della capitale, come la stazione Termini, piazza Vittorio o Tor Bella Monaca.

Alla presentazione del progetto ha partecipato anche il sindaco Franco Carraro che ha sottolineato l’urgenza della soluzione del problema droga e la necessità di dare una reale attuazione alla legge approvata l’anno scorso nella parte in cui si prevede il recupero di tossicodipendenti. La proposta UNISTRAD, che rappresenta un approccio di lavoro sociale diverso dal solito, perché dettata dalla necessità di creare punti di contatto informali tra le strutture di assistenza e i tossicodipendenti, può essere senz’altro un’utile iniziativa per aiutare i 90 mila malati di droga presenti a Roma.

Un’unità di strada dovrebbe svolgere un’attività di accoglienza, orientamento, informazione e prevenzione sulle problematiche della tossicodipendenza e l’ AIDS. Nel camperantidroga dovrebbe operare un equipe formata da assistenti sociali, operatori (tra cui anche ex tossicodipendenti), psicologi e medici in grado di assistere ed orientare chi decide di intraprendere un iter terapeutico di riabilitazione.

Per attuare il progetto, illustrato dai segretari generali della CGILCISLUIL di Roma, Claudio Minelli, Franco Rosati e Guglielmo Loy, occorrerebbero circa 790 milioni per il primo anno di attività. “Il finanziamento – ha detto Massimo Barra, presidente della Fondazione Villa Maraini – dovrebbe essere richiesto da parte dell’amministrazione capitolina al Ministero per gli Affari Sociali che a sua volta dovrebbe attingere dal Fondo Nazionale di Intervento per la lotta alla droga.

Ma anche se il finanziamento pubblico non dovesse arrivare noi faremo comunque il possibile per attuare questa iniziativa”. In una lettera inviata ai massimi organi istituzionali, i sindacati e l’associazione AIDA chiedono anche che le pensioni d’invalidità civile per i malati di AIDS vengano erogate in tempi brevi perché in molti casi è successo che la pensione è arrivata solo quando il malato era già deceduto. Da qui l’inutilità dell’iniziativa.

E’ per questo che i sindacati e l’Aida insistono perché le pensioni siano erogate nei tempi previsti dalla legge: altrimenti – sostengono – non servono a nulla.

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