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Minacce al camper antidroga

Da: “L’Unità” del 15 aprile 1992
Preso di mira il centro mobile di solidarietà
“Vi faremo saltare in aria con quel carrozzone da circo”. Avvertimenti alla postazione gestita da Villa Maraini. “Siamo l’unico riferimento nel degrado di Termini”. La battaglia dei volontari contro l’inferno quotidiano

“Brutti porci, vi faremo saltare in aria, voi e il vostro squallido carrozzone”. E’ un passo della lettera di minaccia, firmata “Fratellanza ariana armata”, ricevuta da Massimo Barra, direttore della Fondazione Villa Maraini. “Vogliono colpire il nostro intervento in favore dei tossicodipendenti nella zona della Stazione Termini”. Storie di “ordinaria emarginazione” nella realtà più degradata di Roma.

“Brutti porci, con la vostra presenza in strada alla Stazione Termini avete firmato la vostra condanna… Vi faremo saltare in aria, voi e il vostro squallido carrozzone” Firmato: Fratellanza ariana armata. E’ una parte della lettera di minacce ricevuta ieri per posta da Massimo Barra, direttore della Fondazione Villa Maraini, un’associazione che da tempo interviene nel campo del recupero dei tossicodipendenti.

Lo “squallido carrozzone” oggetto, con i suoi operatori, delle minacce degli “ariani armati” è il camper che da oltre quindici giorni staziona nel cuore dell’area di Termini per offrire una prima assistenza agli emarginati e ai tossicomani che vivono quella realtˆ. “Le promesse di morte contenute nella lettera non vanno affatto sottovalutate – afferma Massimo Barra – anche perché non è un fatto isolato. Negli scorsi giorni infatti ho ricevuto altre minacce indirizzatemi via telefono. E’ chiaro che qualcuno non gradisce il nostro intervento”.

Per avere conferma della veridicità delle affermazioni del dottor Barra è sufficiente vedere all’opera, anche per poche ore, il “camper della solidarietà” nella “casbah” di Termini. Intorno ad esso e all’equipe-base che agisce al suo interno – formata da un medico, uno psicologo, quattro ex tossicomani e due volontari della Croce rossa – è un via vai di persone, in maggioranza giovani, segnate dalla droga e dall’emarginazione.

“Nei primi 15 giorni di attività – sottolinea il direttore di Villa Maraini – già 500 tossicomani si sono rivolti al camper. Un riscontro molto superiore a quello che ci attendevamo”. Le storie raccontate dagli operatori del camper delineano una realtà – quella della zona Termini – segnata dal degrado sociale e umano ma popolata anche, sottolineano i volontari della Fondazione, di persone che cercano di uscire fuori dal tunnel della disperazione e di ricostruire un futuro degno di essere vissuto.

“Il fatto è – aggiunge il dottor Murra che nella ricerca di una chance di vita i giovani che popolano Termini incontrano solo il nostro camper”. Un “appiglio” insufficiente per le centinaia di tossici che orbitano nei “giri” di Termini: giri di prostituzione di piccolo spaccio, di microcriminalità, tutti legati all’ossessione del “buco di eroina”. A testimoniarlo sono anche le operazioni di polizia condotte dagli uomini del commissariato del Viminale: su 139 arresti compiuti nei primi quattro mesi di quest’anno 41 sono per spaccio, 66 per furti operati da tossicodipendenti.

A ciò si aggiungono gli 800 grammi d’ hashish e i 146 d’eroina sequestrati nello stesso arco di tempo. Ma il disagio sociale che si coaugula tra Piazza Esedra e la Stazione Termini non pu˜ ridursi a problema di ordine pubblico, risolvibile attraverso il rafforzamento del controllo di polizia sul territorio: di questo sono fermamente convinti gli operatori del camper “antidroga”, in polemica con chi “tende a demonizzare la realtà di Termini”.

Una tesi condivisa dal cardinal Ruini, presidente dell’Episcopato italiano: “Chi vuol essere veramente responsabile nei confronti dei tossicodipendenti – ha detto ieri Ruini celebrando anticipatamente la Pasqua in una chiesa del quartiere della Montagnola – non si appoggia alla violenza ma punta sulla forza di persuasione”. “Occorre rafforzare i punti di prima assistenza – ribadisce Massimo Barra – e al contempo sensibilizzare coloro che per ragioni di lavoro entrano in contatto con la massa di emarginati che vivono nella zona”.

Passi in avanti sono stati compiuti in questa direzione. “Nei prossimi giorni – raccontano gli operatori di Villa Maraini – i gestori della farmacia situata sul piazzale della Stazione attrezzeranno una distributrice automatica che erogherà una siringa pulita in cambio di una usata. Un fatto molto importante, se solo si pensa che quella farmacia è meta ogni notte di centinaia di tossicodipendenti”.

Ma tutto questo non piace a quella criminalità sempre più proterva e invadente che ha fatto di Termini la sua roccaforte, e dello spaccio di droga l’attività più lucrosa. Da qui le minacce di morte ai responsabili di Villa Maraini: “Non saranno comunque queste – sostiene Massimo Barra – a farci interrompere un servizio come quello del camper che vogliamo anzi estendere a Termini per tutta la notte”.

Ma non sono solo le minacce a preoccupare gli operatori. Il loro è anche un argomentato atto d’accusa nei confronti dell’inefficienza delle strutture pubbliche preposte al recupero dei tossicomani: “I servizi comunali – conclude il dottor Barra – sono animati da un’ottica ristretta, burocratica, scimmiottano le strutture private. E questo, in molti casi, finisce per vanificare il nostro lavoro di prima assistenza”.

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