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“Minacce ai malati di Aids, una sola mente”

Da: “Il Messaggero” di martedì 23 aprile 1996 – Roma.
NEONAZISTI CONTRO I SIERPOSITIVI
Il coordinatore nazionale della Lila: “Troppi strani furti, troppo attacchi, siamo preoccupati”

Svastiche sulla cassetta della posta, furto dei computer e minacce di morte da parte dei “Nuclei rivoluzionari di pulizia etnica”. I dirigenti della Lila, la Lega italiana per la lotta all’Aids, pur rassicurando i loro assistiti che nessuno è in possesso dei loro indirizzi e generalità, sollecitano l’intervento delle istituzioni e delle forze dell’ordine affinché venga stabilita con certezza l’attendibilità o meno del volantino che minaccia di morte i sieropositivi e tutte le strutture che li aiutano, ritrovato nella cassetta della posta in un condominio di Montesacro.

“Non vogliamo creare allarmismo tra i malati di Aids – dice Claudio Fazio – coordinatore nazionale della Lila – ma non possiamo sottovalutare le minacce ricevute. Ritengo che dietro il comunicato di rivendicazione, e gli attentati subiti dalle altre associazioni come il “Mario Mieli” e “Villa Maraini”, ci sia la stessa mente, che ogni volta si firma con sigle diverse, un unico filo conduttore. In passato siamo stati vittime di altre forme di intolleranza, come a Genova e Milano dove si sono formati dei movimenti spontanei di cittadini che protestavano contro le nostre unità mobili di prevenzione: ma sempre pacifiche.

Ora, prima con la svastica e adesso con le minacce di questo gruppo di neonazisti, non ci sentiamo più sicuri”. Più tranquillo, invece, il segretario della sede romana della Lila, Raffaele Piccinino, il quale ritiene che il volantino sia il frutto della mente di un mitomane che non avrebbe nulla a che fare con il furto subito dall’associazione il 17 marzo scorso.

Ieri, comunque, al termine di una riunione a livello nazionale che si è svolta a Milano, i dirigenti della Lila hanno deciso, per domani, un incontro in Campidoglio con il sindaco di Roma, Francesco Rutelli e il presidente della Regione Lazio Piero Badaloni, affinché le istituzioni prendano in seria considerazione queste minacce.

Tre anni fa un furto simile a quello subito dalla Lila avvenne anche negli uffici della Caritas. “Ci siamo passati anche noi – racconta monsignor Luigi Di Liegro – i ladri portarono via i computer dove erano memorizzati gli indirizzi e i nomi dei nostri assistiti. Fu terribile, temevamo che qualche pazzo potesse divulgarli oppure perseguitarli con qualche azione criminale.

Fortunatamente nessuno rivendicò il furto: evidentemente si trattò di semplici ladri. Nel caso della Lila, il rischio maggiore è che queste farneticanti rivendicazioni, il più delle volte infondate per fortuna, possano incoraggiare la tendenza all’isolamento in cui sprofondano le persone malate di Aids, già tanto ingiustamente discriminate dalla società”.

“Queste minacce non vanno sottovalutate. Sono il sintomo di una mentalità che purtroppo rischia di diffondersi”. Anche il presidente della Fondazione per la lotta alla tossicodipendenza “Villa Maraini”, Massimo Barra, prende posizione dopo la rivendicazione del furto avvenuto nella sede della Lila. L’associazione del dottor Barra, infatti, come tutte le strutture che si adoperano per aiutare i malati di Aids e i tossicodipendenti, rientra negli obiettivi dei “Nuclei rivoluzionari di pulizia etnica”.
“Anch’io sono stato minacciato di morte – dice Barra – quando abbiamo cominciato a girare per le città con i camper, per fare prevenzione e dare assistenza ai tossicodipendenti e ai sieropositivi. In una settimana ho ricevuto quattro lettere anonime firmate dallo stesso misterioso gruppo che diceva di chiamarsi “Fratellanza Ariana Armata”.

Le lettere erano piene di particolari sulla mia vita, molto precisi. Minacciavano di farmi saltare con una bomba e conoscevano bene la mia auto e il numero di targa. La cosa, allora, mi sconvolse molto. Per circa due mesi ogni volta che uscivo di casa mi guardavo intorno e tutti mi sembravano sospetti.
Sono convinto che dietro questi fantomatici gruppi si nascondano effettivamente delle piccole conventucole di persone esaltate e nevrotiche, che si ritengono di una razza superiore proprio come dicono sul volantino che rivendica il furto alla Lila. Fortunatamente non trovano poi consenso e simpatia da nessuno”.

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