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Metadone in fascia A, è subito polemica

Da: “Il Corriere della Sera” del 10 marzo 1994

ROMA – Dopo un susseguirsi di ordini e contrordini, il metadone torna stabilmente in farmacia. Ieri la Gazzetta Ufficiale ha pubblicato il provvedimento con cui la Cuf ha deciso di rimettere in fascia A, estrapolandole dalla categoria H (distribuzione ospedaliera), le pasticche impiegate nei trattamenti di mantenimento dei tossicodipendenti.

Il prodotto potrà essere prescritto anche dai medici di famiglia e venduto negli esercizi privati come aveva stabilito il referendum sulla droga. Il metadone esce così dai Sert, i centri pubblici terapeutici dove veniva soltanto somministrato, e diventa ufficialmente un medicinale acquistabile in farmacia dietro ricetta medica e a carico dello Stato.

Una conquista per molti operatori di comunità, convinti che questa droga “sintetica, pesante, legale ed oppiacea” (è la sua definizione scientifica) sia l’unico sostitutivo utile, efficace e limitatamente dannoso dell’eroina. Una conquista che però torna a scatenare polemiche.

Litigano i responsabili dei centri di recupero a loro volta in lite coi farmacisti che del metadone avrebbero preferito lavarsi le mani. Sulla promozione di questo medicinale in fascia A e sulla libera prescrivibilità non è d’accordo don Mazzi, fondatore della comunità Exodus, dichiaratamente, contrario alla strategia della cosiddetta “riduzione del danno” rilanciata nella conferenza nazionale sulla droga lo scorso anno: “Renderlo prescrivibile da parte dei medici di famiglia che sono facilmente ricattabili è un’operazione ad alto rischio. Non intendo criminalizzarlo.

Ma è necessario somministrarlo con cognizione di causa, attraverso una terapia precisa. Vale a dire n elle dosi giuste, a scalare e per un periodo circoscritto. Non tutti i medici sono in grado di affrontare un problema così delicato. Sono preoccupato”.

Gli risponde quasi furioso Massimo Barra, assessore alle politiche della solidarietà del Comune di Roma. “Che i preti facciano i preti e si occupino delle comunità senza parlare di problemi che non conoscono. La validità del metadone è riconosciuta dall’Oms, ormai se ne conoscono pregi miti e difetti.

E’ l’unica terapia idonea per i soggetti che non sono in condizione di smettere con l’eroina. Inutile in certi casi sperare nei miracoli. Meglio scegliere il male minore”. Ce n’è anche per i farmacisti. Sono accusati di “boicottare” il metadone non rendendolo disponibile subito al banco ma soltanto assicurandolo al cliente nel giro di 24 ore dopo averlo chiesto al distributore.

A tale proposito, Barra nell’ottobre scorso ha inviato due lettere alla Federfarma per chiedere spiegazioni: “Non garantirne la vendita diretta è una bestialità. Il tossicodipendente ne ha un bisogno immediato, non può aspettare”. Secondo Franco Caprino, segretario della Federfarma, “questo è un falso problema. Ho svolto un indagine. A Roma solo pochi colleghi hanno ricevuto richieste di metadone. Chi ne ha bisogno va al Sert”.

Per quanto riguarda la Politica della “riduzione del danno” che ha come obiettivo la limitazione dei pericoli della droga (overdose, sieropositività, alta mortalità) il ministero entro fine mese invierà alle Regioni una circolare.

“L’obiettivo – spiega il direttore generale Irinus Serafin – è di fornire ai medici di base linee di intervento chiare e di assicurare loro la collaborazione dei Sert”.

Margherita De Bac

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