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L’invasione delle nuove droghe

Da: “Corriere della Sera” di domenica 9 giugno 1996 – Roma.
INCHIESTA: Massimo Barra lancia l’allarme sull’ultima generazione di tossicomani.
C’è anche “piazzetta Roipnol”
Ecstasy e super K contendono il mercato a Lsd, cocaina ed eroina

Lo chiamano “Special Kappa”, circola preferibilmente nelle discoteche, ad aprile è stato avvistato in alcuni ambienti house della costa romagnola. A Roma però sembra non sia ancora approdato. Non ha rintracciato segnali della sua presenza la sezione narcotici della Questura, diretta da Andrea Cavacece: “Ne abbiamo letto qualcosa sui giornali e basta…
Per ora niente allarmi”, dicono. Ed anche a Villa Maraini, un osservatorio infallibile che lavora soprattutto nel campo delle droghe classiche, 1.050 ragazzi in terapia al 31 marzo scorso, non hanno mai visto nemmeno uno dei succubi di questa roba artificiale, ultima novità nel mercato degli stupefacenti.

Massimo Barra, fondatore dell’associazione dal destino eternamente incerto (ha fondi per andare avanti fino al 31 ottobre perché manca ancora il riconoscimento della Regione), ricorda un precedente: “No, non ci è mai capitato un caso.

Il kappa è stato provato alcuni anni fa al Sert del San Giovanni, allora diretto da un anestesista. Doveva servire come sostanza di aggancio per tossicomani. Poi qualcuno, mi pare il professor Cancrini, protestò e l’esperimento fu fortunatamente interrotto. Non aveva alcuna base logica”.

Il Kappa è forse una delle droghe ultimo grido che non sono ancora arrivate a Roma, città dove si trova di tutto. Non è altro che Ketamina, un anestetico per uso veterinario capace di provocare negli umani uno sballo dirompente che poi però sfocia in un down spaventoso, caratterizzato a volte da allucinazioni e delirio.

E’ un’altra minaccia per il popolo del giovanissimi che per il momento devono “accontentarsi” dell’ecstasy. Da almeno un paio d’anni queste pasticche sono le regine incontrastate della vita notturna. Di facile reperimento, abbattono la sensazione dl fatica, potenziano le prestazioni, agiscono in sinergia con i decibel della discoteca, con l’alcol e il fumo: “Attraverso droghe del genere stiamo reclutando eroinomani – prevede Barra -.

L’ecstasy porta all’eroina, una buona parte dei ragazzi che si impasticcano finiranno al buco. Costano sulle 40-50 mila lire ma bisogna stare attenti a non acquistare le imitazioni. Normalissime pasticche di aspirina che chi non ha grande esperienza reputa drogate ed è talmente suggestionato da provare lo sballo. Meno diffusi invece gli acidi.

A cominciare dall’Lsd, il cui profeta Timotby Leary è morto pochi giorni fa. Viene spesso mischiato alle amfetamine, fa partire per il trip e se la qualità non è buona fa diventare strippati. A Roma è molto richiesto un sonnifero, il Roipnol, che qualche settimana fa è stato dichiarato illegale negli Stati Uniti e continua a proliferare nel nostro mercato clandestino.

Fa cadere in uno stato sognante e viene anche usato in combinazione con l’eroina. C’è un lato di piazza Indipendenza, vicino alla stazione Termini, ribattezzato piazzetta Roipnol per la facilità con cui queste pillole (costo sulle 3 mila l’una, in vendita in farmacia dietro presentazione di ricetta medica spesso rubata) passano di mano in mano.

Molti medici pur di levarsi di torno i tossicodipendenti gli prescrivono questo sonnifero al posto del metadone. Pensano che siano la stessa cosa. Ma sbagliano clamorosamente perché quest’ultimo è terapeutico, l’altro no. Chi non dispone di questa merce si adatta a soluzioni di ripiego.

I disperati ricorrono all’Argotone, gocce per naso dal sapore disgustoso, che contengono efedrina e, se ingerite in grosse quantità, fungono da eccitante. Più o meno come uno sciroppo per la tosse, la Paracodina, i cui flaconi possono addirittura essere acquistati senza ricetta medica.
Tre quattro confezioni possono servire a superare crisi di astinenza da oppiacei ed è sempre meglio che bere l’Argotone, almeno dal punto di vista della gradevolezza. Infine l’Alcion, il sonnifero che un paio d’anni fa in America è finito al centro di furiose polemiche.

Le minuscole pasticche vengono schiacciate e poi tirate come fossero coca, magari arrotolandole in un biglietto da mille lire.

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