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Liberate la Croce Rossa dalla lottizzazione

Da: “La Stampa” di Torino di sabato 26 ottobre 1996 – Torino.
Volontari del Soccorso

Croce Rossa, federalismo, più autonomia dallo Stato e decentramento regionale per i 65mila volontari del Soccorso che operano in 845 città. Questi, in sintesi, i temi al centro del IX Congresso Nazionale Volontari del Soccorso che, dopo una “tre giorni”, si concluderà domani.

E con un documento in cui si sancirà l’inizio di una “rivoluzione culturale” così definita dagli stessi volontari scesi in piazza il 5 ottobre. Lo ha ricordato, durante una conferenza stampa nella sede del Comitato Centrale CRI di via Toscana 12, Massimo Barra, Ispettore Nazionale Volontari del Soccorso, che ha illustrato il programma della tavola rotonda alla quale parteciperanno 1200 delegati della CRI, il Commissario Straordinario, Mariapia Garavaglia e il Presidente della Federazione Internazionale della Croce Rossa e Mezzaluna Rossa, Mario Villarroel Lander.

Obiettivo finale: dare più forza agli enti locali per ottenere un comitato in ognuno degli 8000 Comuni italiani, un’ambulanza per ogni comitato e una divisa per ciascun volontario. “Vogliamo che la CRI della seconda Repubblica – ha spiegato Massimo Barra – non sia più lottizzata dai partiti politici ma libera, indipendente e autonoma dal centralismo dello Stato, un’associazione dove anche il volontariato, e non più gli amici degli amici, possa per i suoi meriti gestire la stessa.

E lavorare per il risanamento della CRI considerato che ci sono realtà scandalose, quali i comitati di Napoli e Palermo, con un deficit di 10 miliardi l’anno. Deficit che non ci permette di mandare soldi ai comitati del nord”. E ancora: “Se lo Stato chiede sacrifici a tutti, la CRI deve dare l’esempio e non sentirsi penalizzata più di altri dai tagli della Finanziaria. Anzi. Per avere una buona Croce Rossa occorre meno dipendenza, anche economica, dallo Stato”.

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