Servizi

La Usl “contro” Villa Maraini

Da: “L’Unità” del 2 marzo 1995
Protestano i ragazzi ospiti della Fondazione

Gli operatori, i medici, gli psicologi che insieme a Massimo Barra hanno fondato Villa Maraini, essendo dipendenti Usl, non potranno più occuparsi della Fondazione, ma seguire nell’ambulatorio solo gli utenti del Sert del San Camillo. A lanciare l’allarme sono i cento tossicodipendenti seguiti dal centro, che hanno sottoscritto un appello ai dirigenti della azienda Usl Rm D. Precisa Valerio: “Vogliono riprendersi anche il cuoco”.

Valerio è preoccupato e lancia l’allarme. “Sono un ex tossicodipendente e da un anno ho smesso di farmi l’eroina perché sulla mia strada ho incontrato il camper di Villa Maraini. Ora so che la fondazione ha problemi con la Usl D. Vogliono trasferire alcuni dei medici e psicologi che per noi sono un punto di riferimento e vogliono anche riprendersi il cuoco che da sette anni lavora con noi”.

Problemi burocratici insomma che secondo Valerio, che parla a nome di tutti i giovani in cura presso Villa Maraini, rischiano di mettere in crisi la struttura che opera all’interno del San Camillo e lavora in stretto contatto con il Sert della D. I cento ragazzi seguiti da Villa Maraini hanno sottoscritto un appello ai dirigenti dell’azienda Usl. A provocare l’allarme è stata infatti la decisione della direzione dell’Unità sanitaria di richiamare in servizio presso l’ente di appartenenza, e che dunque paga il loro stipendio, tutti gli operatori che prestano servizio a tempo pieno nella struttura di recupero.

A far data dal primo marzo – scrive il direttore sanitario della Usl D Fulvio Forino – nessun dipendente di questa azienda potrà partecipare, ove sia avvenuto, ad attività messe in essere dalla fondazione”. Nella forma sembra un vero e proprio ultimatum ma in realtà secondo l’autore della missiva si tratta di un atto dovuto e che punta a dare trasparenza ai rapporti tra la fondazione e la Usl. “La situazione che abbiamo ereditato è confusa, molto intricata e per certi aspetti anche illegale – spiega il dottor Forino – , in pratica noi abbiamo in carico e paghiamo dipendenti che di fatto lavorano in una struttura privata.

E’ un rapporto che va chiarito. L’atto che abbiamo fatto dunque punta a ristabilire trasparenza e a ridelineare i confini dei due soggetti. La nuova sanità questo deve farlo, altrimenti si rimane nel vecchio e non si cambia nulla. Dunque in ballo c’è l’esigenza di un nuovo rapporto tra pubblico e privato e soprattutto nessun rischio per Valerio di vedere chiusa o ridotta ai minimi termini l’isola del suo salvataggio. “L’esigenza di un chiarimento esiste – dice il direttore di Villa Maraini Massimo Barra – ma non  con i diktat che si risolvono i problemi, noi abbiamo proposto da mesi di percorrere la via di una convenzione, però la Usl ancora non ci ha risposto.

In compenso ha mandato una lettera ai dipendenti in questione che se applicata rischia di far saltare tutto il lavoro portato avanti in questi anni. I dipendenti al centro della vicenda – in particolare medici e psicologi, 5 in tutto – sono tra quelli che hanno fondato Villa Maraini nel ’77 e furono assunti dalla Provincia negli anni seguenti per garantire la funzionalità della struttura. Poi passarono alle dipendenze della Usl e infine, dopo la riforma che ha trasformato le Unità sanitarie in aziende, iscritti nel libro paga della D.

“Occorre trovare una soluzione ragionevole – spiega Barra, – in realtà il loro lavoro si configura come contributo al funzionamento della fondazione che svolge un servizio pubblico, visto che tra tutte le strutture similari presenti a Roma è l’unica che non fa pagare rette e segue i tossicodipendenti in modo del tutto gratuito.

Secondo Barra, la Usl non starebbe più fornendo farmaci e presto anche il servizio vitto verrà sospeso. I ragazzi, cioè, rischiano di restare senza mangiare.

,