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La Croce Rossa chiede: mai più “dependance” del ministero

Da: “Il Mattino” del 14 ottobre 1993
“Siamo commissariati ormai da 13 anni e vogliamo l’autonomia”

ROMA – “Nè soldi pubblici nè nomine governative per la Croce Rossa italiana”. E’ la richiesta della più importante componente della Cri italiana, 40 mila volontari del soccorso, che si riuniranno a congresso domani, dopodomani e domenica a Roma.

“E’ uno scandalo internazionale – sostiene Massimo.Barra, ispettore generale dei volontari – che in Italia la Cri sia una “dependance” del ministro della Sanità in carica”. “Siamo commissariati da 13 anni – denuncia l’ispettore dei volontari – e lottizzati dai ministri della Sanità.
I nostri presidenti sono di nomina politica, attualmente tutti uomini dell’ex ministro Francesco De Lorenzo, che di soccorso non sanno nulla e si adoperano solo per gonfiare una costosa quanto inutile struttura burocratica (oggi sono 2.500 i dipendenti della Cri) e non hanno ancora avuto il buon gusto di dimettersi”.

In nessun altro Paese i responsabili della Croce Rossa – è stato ricordato da Barra – sono di nomina politica, ovunque i responsabili vengono “eletti” . Un metodo che garantisce la totale indipendenza dal potere politico. Un’indipendenza chiesta quindi a gran voce anche dall’ organizzazione italiana che attende, dal 1982, l’ applicazione del nuovo statuto, già elaborato da un comitato, istituito per legge, di 41 persone da più di 10 anni.

“Il ministro della Sanità spiega Barra – tiene quel progetto nel cassetto”. I volontari della Croce Rossa sono organizzati in 687 gruppi locali che ogni anno svolgono 750 mila servizi di soccorso per un totale di 6 milioni di ore di servizio un milione di assistiti e 25 milioni di chilometri percorsi dalle autoambulanze.

Ma il futuro dell’associazione non è molto roseo, secondo Barra perché essendo commissariata da 13 anni, la Croce Rossa Italiana rappresenta una situazione anomala nel panorama mondiale. Associazione di diritto pubblico “E’ sovraccaricata – spiega Barra – da molti compiti delegati dallo Stato”.
Tra questi il servizio di pronto soccorso che “è considerato quale compito primario di istituto, solamente in Italia”. Un progressivo decentramento di funzioni e attività cui il Governo non riesce a fare fronte e che secondo l’ispettore nazionale “ha ormai appesantito ed asfissiato l’associazione”.

La Croce Rossa Italiana si presenta all’appuntamento del congresso di una delle sue più importanti componenti, il volontariato, “sprofondata – è sempre Barra che parla – in una crisi finanziaria senza precedenti”. Con un finanziamento statale di 300 miliardi l’anno, e un bilancio che chiude in pareggio, l’associazione ha però un deficit di cassa di 100 miliardi all’ anno che, secondo le stime presentate, costa all’organizzazione il corrispondente di due autoambulanze al giorno di interessi pagati alla Banca Nazionale del Lavoro.

L’organizzazione è organizzata in 6 componenti: corpo militare infermiere volontarie, comitato nazionale femminile, volontari del soccorso, pionieri e donatori di sangue. Il movimento internazionale della Croce Rossa nasce nel 1864 con la conferenza internazionale di Ginevra e la firma di 4 convenzioni.

Nel 1965 il movimento internazionale della Croce Rossa adottò i 7 principi fondamentali che sono alla base della sua attività: umanità, imparzialità, neutralità, indipendenza, volontarietà, unità, universalità. L’attività principale che caratterizza i volontari à quella del pronto soccorso e trasporto infermi con autoambulanza, effettuata 24 ore su 24 dai soli volontari. Altre attività sono quelle istituzionali della Croce Rossa: dalla protezione civile all’educazione sanitaria fino all’assistenza alle fasce più deboli della popolazione.

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