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L’ entusiasmo dei pionieri

Da: “Il Giornale d’Italia” di martedì mercoledì 24 25 febbraio 1970

QUALCHE giorno fa stavano a piazza Fiume, poi si sono spostati e sono andati a piazza Venezia, dietro l’autoemoteca della Croce Rossa che fa il giro delle piazze della città alla ricerca di donatori di sangue. Difficile trovare il sangue, difficile indurre la gente a donarlo pur con l’allettante prospettiva dell’offerta, in cambio, di biglietti per il Sistina o per il Parioli.

La gente è una vecchia storia ha paura, teme, a torto, di infiacchirsi e insomma avanza sempre speciose ragioni per sottrarsi a questa richieste. Perciò scendono in campo loro, i pionieri della CRI, per indurre la gente a contribuire ad alimentare le scorte degli ospedali cittadini. Ragazzi e ragazze, per lo più studenti, nell’elegante tuta blu fermano la gente agli angoli delle strade (sono un tantino aggressivi, se vogliamo, ma è l’entusiasmo, è l’età) e fanno opera di persuasione.

Chi sono questi pionieri? Studenti, si diceva, che prestano gratuitamente la loro opera. In tutta Italia sono tremila, a Roma poco più di 400. Il capo dei pionieri romani è Massimo Barra, quarto medicina, pioniere “dalla terza media”. Dice Barra: “Il nostro programma d’assistenza è vasto e debbo dire che i ragazzi lo portano avanti con l’entusiasmo più caldo. Molti di loro sono in grado di istruire la gente a praticare le nozioni di primo soccorso e non sono poche le volte che, grazie al nostro intervento, si è riusciti a salvare una vita. C’è pure un libro che ho scritto io insieme a due medici sull’argomento e debbo dire che va a ruba”.

“Sono ragazzi, solo ragazzi, ma accidenti che coraggio. Sono riusciti, in pochissimo tempo, a tirare su un asilo d’infanzia e a dare la loro assistenza ad ottanta bambini che fino a pochi giorni fa erano completamente abbandonati a se stessi. E’ accaduto, accade alla Torracia, un posto che, a chiamarlo borgata, significa fargli un complimento. Eppure, eccolo là, quell’asilo funziona con il suo bravo doposcuola, tutto per opera di questi ragazzi: scusate se è poco”.

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