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Immigrati la burocrazia blocca i progetti

Da: “Paese Sera” del 16 gennaio 1994

Quando Comune, Regione, Provincia e tutte le associazioni che si occupano di extracomunitari (anche la potente Caritas) si riuniscono intorno ad un tavolo per parlare del tema “Emergenza Immigrati”, ci si aspetterebbero piani dettagliati e progetti interessanti. Niente di tutto questo è uscito fuori dall’incontro che si è svolto venerd“ sera nella sala del Bramante di piazza del Popolo.

Si è parlato soprattutto di intoppi burocratici, con gli stessi amministratori che, di fronte ai rappresentanti degli immigrati, sono costretti ad ammettere che ancora non sono stati pagati i progetti deliberati e finanziati nel 1991.

“C’è un distacco enorme tra la società civile e l’amministrazione – denuncia Massimo Barra, assessore provinciale alle Politiche della Solidarietà – Pur con mezzi che molto spesso sono limitati, le forze del volontariato e dell’associazionismo si organizzano e vanno avanti. E pur anticipando i soldi non vengono quasi mai rimborsati”.

Questo, secondo Barra, succede per tutti i servizi che riguardano gli immigrati, dai centri di prima accoglienza ai corsi di alfabetizzazione. “Siamo ormai al paradosso – spiega l’assessore provinciale – la Provincia pretende che le organizzazioni anticipino le spese. E le rimborsa solo quando queste presentano il conto dettagliato e accertato di tutti i costi. A sua volta la Regione, che dovrebbe erogare i fondi alla Provincia, non lo fa e chiede all’amministrazione provinciale di anticipare i soldi. E’un cane che si morde la coda e i soldi non escono mai fuori”.

Come esempio racconta la storia di un corso di alfabetizzazione organizzato dalla scuola Vittorino da Feltre. “Il corso è stato fatto, ma la scuola non aveva i soldi per pagare gli insegnanti e il provveditorato si è rifiutato, dicendo che si trattava di un progetto che doveva essere finanziato dalla Provincia. Ma lÕamministrazione di Palazzo Valentini, a sua volta, non poteva rimborsare la scuola perché nessun insegnante era stato pagato e sulla carta il corso non era costato neanche una lira”.

L’assessore regionale all’immigrazione, Laura Scalabrini, ha proposto di differenziare i compiti delle amministrazioni. Per lei la Regione deve fare le leggi e fissare i criteri generali, il Comune deve gestire l’erogazione dei contributi e la Provincia deve coordinarli.

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