Servizi

Il pubblico non è spacciato

Da: “L’Unità” del 1986 – Roma.
Il comune promette un rilancio dei suoi servizi per i tossicodipendenti

Le strutture pubbliche per l’assistenza ai tossicodipendenti compiono 10 anni e il comune – dopo averle dimenticate e affossate – promette ora di rilanciarle e informatizzarle. Ieri l’assessore alla sanità, il dc Mori, ha illustrato forse con ingiustificato ottimismo i dati dei 16 Sert (ex Sat) cittadini: dall’81 sono state assistite in totale 26.672 persone, con 1.968 utenti al giorno.

Altri 29.213 tossicodipendenti hanno usufruito delle strutture private convenzionate e coordinate dal comune. Attualmente l’organico dei Sert è di 35 medici di ruolo, 73 ambulatoriali, 53 psicologi, 1 sociologo, 79 infermieri, 27 assistenti sociali, 12 amministrativi e 8 ausiliari. “Un piccolo esercito – ha detto Mori – di una struttura inadeguata. Eppure a Roma solo il 20% dei tossicodipendenti va dai privati: il pubblico ha dato risposte concrete con operatori che si sono fatti le ossa sul campo, seppure lasciati senza sostegno e scaricati dalle Usl.

I Sert vanno rilanciati, sfatando la leggenda che li vorrebbe distributori di metadone”. Per rilanciarli il comune riproporrà al ministero della sanità un progetto da 150 milioni per l’informatizzazione. E in questi mesi gli operatori – con grande senso di responsabilità – si sono confrontati in gruppi di lavoro ed hanno predisposto un documento per la riorganizzazione del servizio.

Da un mese è nato inoltre un coordinamento tra operatori pubblici e privati “per far cadere il muro di incomprensione”. “Dobbiamo superare l’antinomia tra pubblico e privato e tra comunità e trattamento farmacologico – ha spiegato il consulente comunale Massimo Barra, accennando alle pillole antagoniste che ingessano i recettori dell’eroina e sottolineando la necessità di specializzare i servizi tenendo conto di tutte le fasi dell’iter terapeutico – la ricetta magica non ce l’ha nessuno, l’importante è che chi ha problemi di droga possa avere la certezza di trovare risposte.

Non tutti devono andare a zappare nelle comunità private per guarire, ma il tossicodipendente deve poter scegliere la strada giusta per lui al momento giusto” Intanto però l’assessore Azzaro (assente ieri) tenta di strangolare le comunità pubbliche: “Comunità – ha commentato Barra – bistrattate all’interno del comune anche da gente che non ha la minima competenza per parlare”. “Dobbiamo dare certezze e non incertezze alle comunità pubbliche”, ha concluso Mori

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