Servizi

Il pubblico non è spacciato

Da: “Il Manifesto” di sabato 15 giugno 1991 – Roma.
Il comune promette un rilancio dei suoi servizi per i tossicodipendenti

Le strutture pubbliche per l’assistenza ai tossicodipendenti compiono 10 anni e il comune – dopo averle dimenticate e affossate – promette ora di rilanciarle e informatizzarle. Ieri l’assessore alla sanità, il dc Mori, ha illustrato forse con ingiustificato ottimismo i dati dei 16 Sert (ex Sat) cittadini: dall’81 sono state assistite in totale 26.672 persone, con 1.968 utenti al giorno.

Altri 29.213 tossicodipendenti hanno usufruito delle strutture private convenzionate e coordinate dal comune. Attualmente l’organico dei Sert è di 35 medici di ruolo, 73 ambulatoriali, 53 psicologi, 1 sociologo, 79 infermieri, 27 assistenti sociali, 12 amministrativi e 8 ausiliari.

“Un piccolo esercito” – ha detto Mori – “di una struttura inadeguata. Eppure a Roma solo il 20% dei tossicodipendenti va dai privati: il pubblico ha dato risposte concrete, con operatori che si sono fatti le ossa sul campo, seppure lasciati senza sostegno e scaricati dalle Usl. I Sert vanno rilanciati, sfatando la leggenda che li vorrebbe distributori di metadone”.

Per rilanciarli il comune riproporrà al ministero della sanità un progetto da 150 milioni per l’informatizzazione. E in questi mesi gli operatori – con grande senso di responsabilità – si sono confrontati in gruppi di lavoro ed hanno predisposto un documento per la riorganizzazione del servizio.
Da un mese è nato inoltre un coordinamento tra operatori pubblici e privati “per far cadere il muro di incomprensione”. “Dobbiamo superare l’antinomia tra pubblico e privato e tra comunità e trattamento farmacologico – ha spiegato il consulente comunale Massimo Barra, accennando alle pillole antagoniste che ingessano i recettori dell’eroina e sottolineando la necessità di specializzare i servizi tenendo conto di tutte le fasi dell’iter terapeutico – la ricetta magica non ce l’ha nessuno, l’importante è che chi ha problemi di droga possa avere la certezza di trovare risposte.

Non tutti devono andare a zappare nelle comunità private per guarire, ma il tossicodipendente deve poter scegliere la strada giusta per lui al momento giusto”. Intanto per˜ l’assessore Azzaro (assente ieri) tenta di strangolare le comunità pubbliche: “Comunità – ha commentato Barra – bistrattate all’interno del comune anche da gente che non ha la minima competenza per parlare”. “Dobbiamo dare certezze e non incertezze alle comunità pubbliche”, ha concluso Mori.

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