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I volontari della CRI: basta con la politica

Da: Difesa Civile Editrice Sirio Anno I – N. 5 novembre/dicembre 1993

1200 DELEGATI ALL’ VIII CONGRESSO NAZIONALE
Hanno chiesto che dopo tredici anni la benemerita associazione abbia finalmente uno statuto che preveda libere elezioni e ponga fine al condizionamento dei partiti. Auspicato un migliore impiego dei fondi a disposizione e una visione più dinamica in campo internazionale.

Ingiustificabile assenza dei ministri della Difesa e della Sanità alla tavola rotonda organizzata per denunciare abusi e carenze. Incisivo l’intervento dell’Ispettore nazionale Massimo Barra. “Volontariato e indipendenza per restituire la CRI alle sue origini” è stato il tema dell’VIII congresso Nazionale dei volontari del Soccorso, tenutosi a Roma dal 15 al 17 ottobre.

1200 delegati in rappresentanza dei 40.000 Volontari presenti su tutto il territorio nazionale hanno risposto alla convocazione dell’Ispettore Nazionale Dott. Massimo Barra e del direttivo dell’ organizzazione. Nel corso della Conferenza stampa tenuta alla vigilia del Congresso, Barra ha fatto luce sul prezioso e oscuro lavoro svolto dai Volontari.

E’ emerso che i 687 gruppi locali svolgono ogni anno 750.000 servizi a favore di malati, traumatizzati, indigenti e tossicodipendenti. La loro attività copre un arco di tempo pari a sei milioni di ore e riguarda un milione di assistiti. Sono poi oltre 25 i milioni di chilometri che le loro ambulanze percorrono ogni anno. Un contributo pertanto che non pu˜ essere sottovalutato e passare inosservato.
“L’appuntamento – ha sottolineato Barra – è stato fissato in un momento particolarmente delicato per tutta la Croce Rossa. Dopo i drammatici eventi verificatisi nella ex Jugoslavia e in Somalia, di fronte al mancato rispetto dei diritti umanitari, ci si deve chiedere se la Croce Rossa debba mantenere la sua neutralità o esercitare invece una sorta di “diritto di ingerenza” per salvaguardare la vita umana.

Anche 1′ O.N.U. del resto sembra orientarsi in questo senso. Sarebbe tuttavia assurdo pensare ad una Croce Rossa che spara per difendere i feriti”. Nella relazione d’apertura, che dava ufficialmente il via ai lavori del Congresso, l’Ispettore Nazionale Massimo Barra ha evidenziato come anche nella Croce Rossa si respiri aria di lottizzazione.

“E impossibile continuare a considerare la Croce Rossa italiana oggetto di spartizione e lottizzazione politica. E’ ora che ci sia restituito quello che il centralismo burocratico, e la CRI ne è l’ultimo esempio, ci aveva sottratto: la facoltà di decidere”.

Questo l’appello dell’Ispettore Nazionale alla platea. Si è posta poi l’attenzione sui punti focali su cui fare forza per ottenere un sano ed efficace rinnovamento della CRI. In sintesi la necessità che la CRI si riappropri del “principio di indipendenza”, l’unico che le consenta di agire sempre in favore delle vittime, senza vincoli governativi – ha affermato Barra.

Di qui la “liberazione dal rapporto pubblico” che la opprime. Il Congresso si è poi definitivamente concluso con il saluto dell’Ispettore Nazionale Massimo Barra e con l’invito a tutti i Volontari a “operare sempre nello spirito della Croce Rossa”.

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