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I volontari: basta con la Cri lottizzata dai partiti

Da: “Il Tempo” del 18 ottobre 1993

Rivolta dei volontari della Croce Rossa contro il centralismo burocratico che secondo loro soffoca l’organizzazione e nei confronti della lottizzazione politica che ha congelato tutto il sistema. Nessuno più sopporta l’idea che tanti speculino sulla volontà disinteressata di donare che caratterizza i giovani.

Nel corso del Congresso nazionale dei volontari della Croce Rossa svoltosi a Roma è stata invocata dai 1.400 partecipanti una politica più ampia ed un superamento delle vecchie logiche lottizzatrici. La Croce Rossa una organizzazione di grandissime tradizioni si trova infatti ad un bivio: da una parte una costante soggezione ai vecchi partiti con una pesante dipendenza economica nei confronti dello Stato che sborsa centinaia di miliardi per mantenere in piedi la struttura e dall’altra la spinta proveniente dai giovani volontari che hanno dato prova di aderire perfettamente all’ispirazione originaria distinguendosi nelle campagne di soccorso in Irpinia, in Bosnia e in Albania.

E il volontarismo non vuole pesanti dipendenze dallo Stato ma una organizzazione snella ed efficiente che permetta ai 40mila soci di dispiegare tutto il loro desiderio di fare. “E’ impossibile continuare a considerare la Croce Rosa Italiana oggetto di spartizione e lottizzazione politica – ha detto il dottor Massimo Barra ispettore nazionale dei volontari del soccorso – è ora che ci sia restituito quello che il centralismo burocratico, e la Cri ne è l’ultimo esempio, ci aveva sottratto: la facoltà di decidere”.

L’aspetto più evidente delle contraddizioni che caratterizzano la CRI in Italia è dato dal fatto che mentre l’organizzazione assorbe ogni anno centinaia di miliardi dallo Stato non si fa scrupolo di pompare altro denaro dalle Usl quando ad esempio soccorre gli infortunati con le ambulanze.

A questo proposito i volontari ricordano che la Cri è fortemente indebitata con le banche alle quali paga ogni giorno pesanti interessi pari al costo di due autoambulanze. E intanto ci sono vaste zone del nostro paese dove manca un decente servizio di trasporto dei malati.

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