Servizi

I pionieri della fraternità

Da: “Vie Assistenziali” Mensile di attualità sociale Anno XIII – luglio/agosto 1969

Eravamo, qui a Roma, su di un mezzo pubblico quando la nostra attenzione veniva sollecitata da una ragazza in divisa, o meglio impaludata in una specie di tuta di colore blu scuro, con un cappellino a visiera e con in pesante paio di stivali ai piedi. Intorno alla ragazza i soliti “pappagalli” o “bulletti” nostrani con i soliti lazzi e sberleffi.

“Ma chi è: una benzinara?”. “una pompiera?”, “una poliziotta?”… queste le frasi che, più o meno, rimbalzavano sulla ragazza in pò impacciata nel sentirsi al centro di tanta ironia… Nessuno, tranne chi scrive, si soffermava sul piccolo scudo rosso crociato che la ragazza porava sulla tuta con la dicitura “Croce Rossa Italiana – Pioniere”.

Più tardi, transitando dal centro, rivedemmo la ragazza, questa volta in compagnia di un paio di altri giovani nella stessa divisa, che si aggirava intorno ad un’autoemoteca della Croce Rossa Italiana, mentre, poco lontano, un gruppo di agenti di polizia, anche se in servizio, mostravano evidenti segni di ironia nei confronti dei giovani in tuta e stivali. Ci avvicinammo e subito un paio di ragazze ci chiesero, con molta grazia, se volevamo offrire il nostro sangue. E, alle nostre domande precisarono che erano “Pionieri” della Croce Rossa e che il loro “servizio” all’autoemoteca consisteva nell’avvicinare i passanti ed indurli, con idonea propaganda, a donare il sangue per le necessità degli ospedali e salvare così tante vite.

E la loro pressante, ma gentile insistenza, la loro serietà nell’assolvere al delicato compito cui erano preposte ci commossero e ci fecero riflettere su quanto equivoca e tendenziosa sia la posizione di certa stampa che si sofferma tanto vistosamente sulla “cronaca nera”, trascurando invece i moltissimi fatti in cui i giovani si distinguono per umanità, per spirito di sacrificio, per solidarietà sociale. Quanti giornali, quanti rotocalchi si sono, ad esempio, interessati di questi giovani “Pionieri”? Questi giovani non sono divi, non sono cantanti e quindi non vale la pena di sprecare spazio! Non fanno notizia.

Ed ecco perché quando ci siamo rivolti, al Presidente dei Pionieri di Roma, Massimo Barra, uno studente al terzo anno di medicina, lo abbiamo visto sorpreso e meravigliato nell’apprendere che volevamo fare un “servizio” sui suoi ragazzi, spiegare chi sono e cosa fanno, illustrare al mondo assistenziale, al quale soprattutto si rivolge la nostra Rivista, il lavoro dei Pionieri e l’ammirazione che essi meritano, ammirazione che, ahiè, non viene ripagata neppure con l’offrire loro, allorquando si recano in servizio, una tessera di libera circolazione sui mezzi pubblici di trasporto.

Nel riceverci nella “tana” dei Pionieri, alla quale siamo giunti dopo avere attraversato scale e corridoi della sede della C.R.I. in Via Toscana, abbiamo visto il compiacimento di Massimo e di due graziose dirigenti, Pioniere anch’esse, non tanto perché ci interessavamo di loro, bensì perché avevano la possibilità di illustrare l’attività dei Pionieri, di far conoscere all’opinione pubblica il sacrificio di questi nostri giovani, che pur essendo impegnati negli studi, non esitano ad assolvere, con tanta responsabilità, quella che è una vera “missione” di fraternità e di solidarietà al di là di ogni interesse personale, senza il minimo riconoscimento “ufficiale” per tale missione.

Chi sono dunque questi “Pionieri della Fraternità”? Occorre anzitutto precisare che i Pionieri non costituiscono un sodalizio a se stante, ma sono iscritti regolarmente alla Croce Rossa Italiana Giovanile (C.R.I.G.) la quale fa parte integrante dell’Associazione – ed ha funzione parascolastica d’organizzazione dei fanciulli e degli adolescenti al fine di promuovere l’educazione igienico-sanitaria e di cooperare nella pratica effettuazione delle provvidenze sanitarie scolastiche e di concorrere al loro funzionamento.

In concreto, dunque, la Croce Rossa Giovanile è deputata a preparare i giovani al lavoro sociale ed umanitario ed è fondata, analogamente alle Croci Rosse Giovanili degli altri Paesi, sui seguenti principi essenziali: – protezione della salute e della vita;. – aiuto reciproco; – amicizia e comprensione internazionale. Per l’attuazione di questi principi un programma pluriennale viene elaborato dalla Lega delle Società di Croce Rossa a Ginevra. Ogni Società nazionale attua tale programma con i suggerimenti e le modifiche dettate dalle condizioni ambientali. (Segue alla pagina successiva >>)

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