Servizi

Genitori al sindaco “Difendi Villa Maraini”

Da: “L’Unità” di martedì 8 maggio 1991 – Roma.
Ieri un’assemblea di parenti e operatori antidroga
Parenti, ex tossicodipendenti, amici. Erano oltre 300 all’assemblea dell’associazione “Insieme contro la droga” per protestare contro il tentativo dell’assessore Giovanni Azzaro di smantellare Villa Maraini. Invieranno lettere al sindaco e al ministro Jervolino. “Se non basterà – dicono – occuperemo il Campidoglio”. Domani Azzaro dovrà vedersela con i genitori degli handicappati sui soggiorni estivi.

Nei vialetti di Villa Maraini non si sono mai viste tante macchine come ieri sera. Tanti erano i genitori e i ragazzi che hanno risposto all’appello di “Insieme contro la droga”, l’associazione dei familiari che si batte contro la chiusura dei servizi comunali per i tossicodipendenti. Il tam tam ha funzionato.

La sala messa a disposizione dalla Croce rossa per l’assemblea era stracolma di gente, in piedi e a sedere. Almeno trecento persone. Giovani dai volti segnati, ragazzine con maglioni colorati, persone anziane, signore ingioiellate. Molti si sono conosciuti lì per la prima volta, davanti ai fogli ciclostilati dell’appello da inviare al sindaco.

Nessuno ha speso più di qualche parola per raccontare il proprio dramma quotidiano di parente o amico di un ragazzo che si buca. Erano tutti concentrati su come “fermare questo Azzaro che vuole dare il servizio in appalto a chi dice lui” e “smuovere il sindaco, che ci deve ascoltare anche se finora non risponde ai nostri inviti”. Alla fine si è deciso che ognuno invierà due lettere, una al sindaco e una a Rosa Russo Jervolino, ministro agli affari sociali.

La proposta più rabbiosa è venuta da un padre, Francesco P. Ha urlato: “Ci siamo stufati di questa situazione d’incertezza, Carraro deve smetterla di traccheggiare, ora gli mandiamo quest’appello. Ma se non ci risponde ancora, la prossima volta occupiamo il Campidoglio”. Ed è stato accolto da applausi scroscianti. Un signore in trench è stato più morbido: “Carraro sarà anche il sindaco, ma è anche un uomo e un padre, non ci può ignorare.

Se non gli importa dei tossicodipendenti, potrà capire però noi genitori…”. “Macché, chi c’ha il problema in casa, se lo tiene”, gli ha risposto un genitore anziano dal fondo della sala. Ma anche questa frase è stata detta come una sfida, senza rassegnazione. “Dobbiamo farci sentire – ha ripreso il discorso subito dopo una signora in abito scuro e paiettes – non possiamo continuare a vivere tutti i mesi con l’angoscia che ci taglino i fondi a Villa Maraini e i nostri ragazzi tornino per strada da soli”.

Anche per il mese di maggio infatti non è sicuro che dal Comune arrivino i finanziamenti per Telefono in aiuto, progetto carcere e la comunità diurna. Gli stipendi agli operatori del servizio pubblico sono stati stanziati fino ad aprile. Sono mesi che l’assessore ai servizi sociali Giovanni Azzaro non concede proroghe più lunghe dei 30 giorni alla convenzione con la Fondazione Villa Maraini.

“Non è riuscito ad affidare il servizio a ditte di sua fiducia perché l’appalto è stato annullato dal segretario comunale e ora cerca di metterci in ginocchio con questo stillicidio”, ha spiegato Massimo Barra, fondatore della Fondazione e fino a due anni fa stimato consulente del Campidoglio sui problemi delle tossicodipendenze. “In un settore così delicato – ha affermato Augusto Battaglia, consigliere comunale del Pds – non si può continuare con questa lotteria.

Ci vuole esperienza e Villa Maraini finora ha dato buoni risultati, deve essere confermata almeno per tutto l’anno. Il fatto è che gli amministratori capitolini non pensano più a cosa è meglio per gli utenti, sono prigionieri di una logica delle cordate. E’ la stessa logica con cui vengono gestite anche le vacanze per i ragazzi handicappati”. Azzaro ha deciso di smantellare anche questo servizio.

Ma giovedì dovrà vedersela anche con i genitori dei ragazzi handicappati, alla protomoteca del Campidoglio. Intanto, ieri a Villa Maraini è intervenuto brevemente anche un delegato dell’assessore regionale alla cultura, il liberale Teodoro Cutolo. E alla fine, quando ormai l’assemblea si era sciolta, è arrivato anche Michele Svidercovschi, consigliere regionale socialista.

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