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Esperti in dialogo di là dagli schemi

Da: “Il Popolo” di domenica/lunedì 1-2 luglio 1990 – Roma.
“Droghe e drogati” di Barra e Lelli

Droghe e drogati, questo l’ultimo libro scritto a quattro mani da Massimo Barra, direttore della Fondazione Villa Maraini, e da Vittorio Lelli, direttore del Servizio assistenza tossicodipendenti dell’Ospedale romano San Camillo. L’opera, che ha un taglio particolare e si vale di un linguaggio scorrevole e insieme rigoroso – domande e risposte di due addetti ai lavori su quello che è e quello che circonda il fenomeno droga – dà un tipo di informazione ben diversa da quella che siamo abituati a leggere e ad ascoltare dai mass-media.

I due autori, entrambi medici, non si sono lasciati prendere da facili interpretazioni né hanno voluto stabilire criteri del buono e del cattivo, o dettare soluzioni totali sul problema. “La gente parla dei drogati – afferma Massimo Barra – come se i drogati fossero una categoria omogenea per il fatto di assumere una sostanza che determina una omogenizzazione dei comportamenti e delle abitudini. E’ un errore perché, se è vero che la droga induce comportamenti analoghi nei consumatori, è pur vero che ciascun soggetto è diverso dall’altro”.

Di conseguenza, anche l’approccio terapeutico, sia farmacologico che psicologico, deve essere diversificato a seconda del soggetto che si ha di fronte. In Droghe e drogati i due autori esaminano approfonditamente, con grande libertà e senza convenzionalismi, gli aspetti ambientali e sociali del fenomeno, le terapie farmacologiche e psicologiche, le comunità terapeutiche e la drammatica relazione tra tossicodipendenza e Aids.

Altro argomento sul quale i due medici si soffermano è la controversa opera di prevenzione. “Fino a qualche anno fa – spiega Lelli – si pensava che l’informazione scientificamente corretta sui rischi ed i pericoli dell’assunzione di sostanze stupefacenti fosse per eccellenza il mezzo per una giusta prevenzione. Con gli anni e l’esperienza acquisita, si è dovuto constatare che le cose stanno diversamente”.

“Non fate questo perché fa male, messaggio caro alla maggior parte delle campagne di prevenzione, è una grande illusione – afferma Barra – perché, da un lato, l’uomo è sempre insensibile a tali messaggi e, dall’altro, perché l’atto del drogarsi non attiene alla sfera della logica e della razionalità ma a quella sottocorticale delle emozioni, dei sentimenti, dell’assoluto irrazionale che tanta parte ha nei nostri comportamenti. Se prevenzione non è informazione, ci dobbiamo chiedere cosa può essere ed il discorso si allarga a tutto ciò che può far evitare ad un soggetto d’incontrarsi con una sostanza dalla quale poi diventa dipendente, per l’effetto combinato della sostanza e dei suoi stessi sentimenti.
Nel campo della prevenzione le armi più efficaci di cui si disponga sono la creazione di alternative esistenziali, corretti rapporti interpersonali e l’esempio di una vita autenticamente umana. In un soggetto ben strutturato ci sono meno probabilità che l’incontro occasionale con una sostanza stupefacente diventi l’inizio di una dipendenza.

“Droghe e drogati” è dedicato e rivolto agli operatori dei servizi e delle comunità, ai genitori e familiari e ai tossicodipendenti. La serietà dell’analisi e il valore dell’esperienza diretta degli autori rendono il libro un testo prezioso per chiunque voglia avvicinarsi correttamente ad uno dei fenomeni più angosciosi della nostra società.

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