Servizi

Eroina libera: il Comune è contrario

Da: “Corriere della Sera” del 10 settembre 1987 – Roma.
Promemoria del dottor Massimo Barra, ideatore del Sistema cittadino integrato antidroga

Dopo il pronunciamento degli operatori delle comunità terapeutiche private contro la liberalizzazione dell’eroina, anche il Comune boccia la proposta di Marco Pannella. Lo fa attraverso il suo consulente per le tossicomanie, il dottor Massimo Barra, l’ideatore del sistema cittadino integrato antidroga (Scia) che attualmente ha in cura circa 500 ragazzi.

“L’eroina e le altre droghe al supermercato – sostiene Barra – è una proposta aristocratica e antipopolare, fatta per una società di saggi capaci di astenersi da tutto ciò che fa male, non per una umanità in cui hanno diritto di vita anche gli autolesivi, i poveri di spirito, i sedotti dal male e i deboli, che vanno aiutati a sopravvivere decentemente e non condannati ad annientarsi per non infastidire i saggi”.

In un promemoria sulla vicenda l’esperto del Campidoglio puntualizza i diversi motivi per i quali ritiene che la via indicata da Pannella è impraticabile. Per prima cosa ricorda che una liberalizzazione parziale degli stupefacenti è già stata sperimentata, a Roma e in Italia, con effetti del tutto negativi, “quando – scrive – un elevato numero di medici non competenti ha iniziato a prescrivere morfina in gran quantità ai tossicomani.

Il risultato è stato un netto aumento del consumo assoluto di droga, a conferma che un prodotto “appetibile” più si trova con facilità e più viene consumato”. Proprio con l’equazione “maggior reperibilità = maggior consumo” si spiega, secondo Barra, il motivo per cui gli alcolizzati sono molti di più dei tossicomani: “Mettere la droga nei supermercati – afferma – farebbe diventare gli eroinomani numerosi quanto gli alcolisti, con morti nell’ordine delle decine di migliaia l’anno, come avviene appunto fra i bevitori.

E se oggi le persone schiave dell’alcol non fanno notizia perché non rubano e non scippano (quindi non creano problemi a chi è “normale”), anche degli eroinomani si smetterebbe di parlare il giorno in cui, potendosi procurare gratis la droga, non fossero più costretti a compiere reati”.

L’esperto mette poi in guardia da un altro pericolo, partendo da questa premessa: “Oggi – constata -la società si difende dalle droghe, specie le più forti, rendendone difficile il reperimento attraverso ostacoli che vanno dalla ricetta non ripetibile alla illegalità”.

E avverte: “Liberalizzare l’eroina comporterebbe, come logica conseguenza, l’abolizione di ogni ricetta medica, perché sarebbe assurdo permettere il consumo libero di una droga pesante mantenendo nel frattempo limitazioni nell’uso di sostanze più leggere. Comporterebbe anche, per il futuro, la rinuncia al controllo su qualsiasi tipo di nuova sostanza, pur micidiale, i trafficanti possano produrre, pena il ricrearsi del mercato nero che la proposta di Pannella mira a far scomparire”.

Nel promemoria redatto da Barra, vi sono anche altre considerazioni: “In genere – spiega il medico – lo stimolo decisivo che aiuta gli eroinomani a smettere è la pena crescente che provano nel procurarsi le dosi necessarie. Prima o poi il costo esistenziale ed economico diventa insostenibile.

E’ allora che l’eroinomane guarisce. Ma con la droga “facile” ciò non avverrebbe più. E infine: pensano davvero i “legalizzatori” che la grande criminalità dello spaccio, una volta liberalizzata ogni droga, si iscriverebbe alla Croce Rossa per riconvertirsi alle opere di bene?”.

,