Servizi

Duemila ragazzi al giorno vengono assistiti dai centri comunali “Sert”

Da: “Il Messaggero” del 16 aprile 1991 – Roma.
Tossicodipendenza, bilancio in Campidoglio
Nella città ne esistono diciassette. In dieci anni ci si sono rivolte quasi 56 mila persone.
Annunciate due novità: coordinamento tra le strutture pubbliche e private e arrivo dell’informatizzazione

Hanno cambiato nome, non si chiamano più Sat, ma Sert, da quando è entrata in vigore la nuova legge antidroga. Il loro ruolo però è rimasto lo stesso: assistere i tossicodipendenti in tutta la città. In tutto sono 17 i centri che offrono cure e consulenza e in dieci anni hanno visto passare quasi 56.000 persone.

Ieri l’assessore alla Sanità ha voluto festeggiare gli operatori che da più tempo lavorano nei Sert ricevendoli in Campidoglio e premiando i più anziani. I 17 centri lavorano dodici ore al giorno e sono aperti anche la domenica mattina. In una giornata assistono una media di 1986 persone. L’occasione è servita per fare un bilancio dell’attività dei Sert e soprattutto per offrire le cifre dell’assistenza a chi afferma che i servizi del Comune potrebbero tranquillamente essere smantellati per mancanza di “clienti”.

“Rincuora – ha detto Mori – vedere come funzionano oggi i Sert, nonostante la mancanza di personale e di sedi adeguate. L’entusiasmo degli operatori e le diverse soluzioni offerte ai tossicodipendenti, ciascuno dei quali richiede un trattamento particolare, credo siano la risposta migliore per chi cerca di sminuire il valore di questo servizio”.

La polemica, neppure troppo velata, è diretta contro l’assessore ai servizi sociali Giovanni Azzaro, il quale in più di un’occasione si lasciò scappare una serie di critiche dirette contro il sistema di assistenza ai tossicomani. “Chi si rivolge a noi – spiega il dottor Massimo Barra, fondatore di Villa Maraini, una delle più antiche cooperative di assistenza ai tossicodipendenti, e consulente del Comune per il problema droga – non trova ricette bell’e pronte.

Ci sono i centri che somministrano il metadone, altri che ricorrono alla psicoterapia. Noi usiamo una cura mista a base di Naltrexone, un farmaco che fa rifiutare l’eroina, e di gruppi psicoterapeutici. Ma l’importante è che nessuno degli operatori ha smesso di sforzarsi per trovare cure nuove”.

Tra una medaglia e l’altra, consegnate ai veterani della guerra contro la droga, sono state annunciate due novità. La prima è la creazione di un coordinamento tra le strutture pubbliche e le associazioni private che operano nel campo dell’assistenza ai tossicodipendenti.

La seconda è la messa a punto di un progetto per informatizzare i Sert. “Il costo di quest’operazione – spiega l’assessore Mori – è di circa 150 milioni e dovrebbe essere sostenuto dal ministero per gli Affari sociali. L’informatizzazione non serve a schedare le persone in cura. Ci aiuta invece a seguire ogni soggetto su base cittadina, evitando il ripetersi delle terapie, quando viene cambiato il centro di assistenza”.

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