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Droga, salvi 6 su 10

Da: “La Città”, quotidiano di Bari di martedì 25 giugno 1996 – Bari.
Da due mesi a Triggiano si curano i tossicodipendenti: guariti 30 ragazzi
Un tossico: “Mi buco ancora”. L’esperto: “Prudenza”

Droga, in trenta su quarantacinque ne sono usciti. Con il metodo della disintossicazione rapida del professor Vincenzo Rubino, primario nel reparto di Anestesia e Rianimazione dell’ospedale “Fallacara” di Triggiano, che opera dal primo marzo scorso.
In 24 ore è possibile disintossicarsi. Il rischio di ricaduta è minore delle probabilità di riuscita, il 40 per cento contro il restante 60, mentre in lista d’attesa ci sono già una quarantina di persone fino a novembre.
La terapia è gratuita, ci pensa la Regione Puglia a pagare 3 milioni e 800mila lire per ognuno, anche se il personale medico e infermieristico ha lavorato, finora, senza alcuna forma di retribuzione straordinaria, in pieno regime di volontariato.
Piuttosto scettico al riguardo il dottor Massimo Barra, fondatore di “Villa Maraini” a Roma, struttura della Croce Rossa italiana, dove 24 ore su 24 si accolgono tossicodipendenti che vogliono uscirne. “La disintossicazione non è sinonimo di guarigione”, commenta, “è solo uno dei momenti di quel lungo cammino che è la terapia.
Smettere di drogarsi è facile, ma la ricaduta è l’andamento costante del fenomeno. Disintossicarsi? Si può fare anche in 7-8 giorni, senza forzare la natura. Chi lo fa in 24 ore ha solo una possibilità in più. La voglia di droga rimane, il recupero è un lungo percorso, non esistono scorciatoie.
Vige la legge del 33 per cento: un terzo muore, un terzo ne esce, un altro continua a drogarsi”. E’ il caso di Marco, 26 anni, tossicodipendente da 9, che ha ricominciato a bucarsi 7 giorni dopo essersi disintossicato.
“Con me non ha funzionato”, spiega, e non serve nemmeno la psicoterapia, la faccio da 6 anni. Gli amici? Con quelli puliti ci puoi anche fare la chiacchiera, ma sono due mondi diversi, non ti accettano”.

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