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Droga, raddoppiati i morti di overdose

Da: “L’Unità” di domenica 26 maggio 1996 – Roma.
In un anno le vittime sono aumentate del 103% Barra: nemmeno le ambulanze sono attrezzate

Raddoppiate in un anno le morti per overdose nel Lazio. NeI ’95 sarebbero state 112 le vittime dell’eroina. Ma secondo Massimo Barra, presidente della fondazione Villa Maraini, i dati sono incerti. “L’emergenza comunque c’è. Bisogna rafforzare la rete di interventi”. E accusa Croce rossa e Pic: “Si muore sulle ambulanze perché spesso a bordo non c’è il Narcan”. L’operatore chiede che il medicinale venga utilizzato con più facilità.

Una strage da overdose nel Lazio, 112 morti nel ’95 contro i 55 dell’anno precedente. Un incremento del 103% secondo una statistica diffusa ieri mattina nel corso di un convegno sui problemi della droga in Italia cui hanno preso parte molte associazioni del settore.

Ma secondo una delle più autorevoli associazioni presenti nella capitale se è vero che l’allarme c’è, i dati sono falsati, e quindi parlare di un raddoppio delle morti da un anno all’altro è azzardato. “Bisogna sempre prendere con le molle le statistiche sulle overdose – afferma Massimo Barra, presidente della Fondazione Villa Maraini -.

Basti pensare che quegli stessi dati che indicano per il Lazio un incremento del 100% dal ’94 al ’95, indicavano dal ’93 al ’94 un meno 70%”. Variazioni che, secondo il presidente di Villa Maraini, sono spiegabili soltanto con l’approssimazione che c’è nel definire quando si tratti di morte per overdose o meno. Le statistiche della Questura, quelle del servizio centrale antidroga, quelle del ministero dell’Interno e quelle del servizio epidemiologico non coincidono mai secondo Massimo Barra. Ma i dati indicano comunque una tendenza.

“Non bisogna abbassare comunque la guardia – dice il presidente della fondazione -. E bisogna spazzare via una mentalità vergognosa che ancora sopravvive nelle carceri e in molte strutture di pronto soccorso”.

Cri e Pic sotto accusa Ma perché si muore cosi tanto di overdose? Spesso, accusano gli operatori di Villa Maraini, perché chi deve intervenire in casi di emergenza non è attrezzato. E Massimo Barra cita un caso recente. Il 25 aprile scorso un uomo di 40 anni è morto su un’ambulanza. Era in overdose di eroina, ma l’ambulanza, come accade spesso non aveva a bordo il Narcan, un farmaco che blocca l’effetto degli oppiacei e ferma l’overdose.

Così la corsa verso l’ospedale non è servita a salvarlo. “E questo non è il primo caso – dice Barra -. Le ambulanze della Croce rossa e del Pronto intervento cittadino non hanno a bordo il Narcan e se non c’è un medico gli infermieri non sono autorizzati ad usare il medicinale anche se ne sono provvisti”. Invece secondo gli operatori il medicinale è di uso semplicissimo e non ha controindicazioni.

“Narcan in ambulanza” Insomma, la proposta che lancia Barra e di rendere il medicinale disponibile su tutti i mezzi di pronto soccorso. “Anche se la chiamata parla soltanto genericamente di malore le ambulanze dovrebbero essere pronte a fronteggiare un’overdose”. In questo modo si potrebbero salvare centinaia di vite.

L’esperienza dell’unità di emergenza aperta presso la fondazione Villa Maraini, che risponde 24 ore su 24 al numero 5587777, utilizzando questo medicinale ha salvato secondo gli operatori centinaia di vite. In 15 mesi di attività la struttura ha salvato 153 ragazzi effettuando circa undici interventi al giorno.

Overdose in cella Un’altra accusa che lanciano gli operatori della nostra regione riguarda il modo in cui il sistema carcerario affronta l’emergenza droga. “E’ assurdo e gravissimo che in carcere si possa morire di overdose, come invece anche recentemente è accaduto – dice Massimo Barra- E invece sia a Regina Coeli che a Rebibbia il metadone non viene utilizzato”. Insomma, mentre dietro le sbarre circola l’eroina, non viene utilizzato il metadone per fronteggiare l’astinenza e i detenuti tossicodipendenti vengono così sottoposti ad una vera e propria tortura”.

Così, mentre a livello nazionale ormai è aperto il dibattito sulle pene alternative per i tossicodipendenti, secondo gli operatori della fondazione Villa Maraini è però indispensabile che il metadone non sia più un tabù e che i penitenziari abbiano strutture adeguate per assistere i tossicodipendenti. Per quanto riguarda gli altri possibili interventi da attuare contro le morti per overdose gli operatori considerano indispensabile un rafforzamento dei programmi di riduzione del danno.

E cioè di tutte quelle misure volte a costruire nel territorio e nelle zone più a rischio della città una rete di protezione. Alla stazione Termini, allo scalo San Lorenzo, per esempio, sono stati tantissimi i casi risolti dalla ronda che fa la Panda 4×4 dell’Unità di emergenza a caccia delle vittime dell’overdose.

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