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Droga omicida

Da: “Corriere della Sera” di giovedì 3 settembre 1987 – Roma.
L’ultima vittima è Giulia Torbidoni, 24 anni trovata agonizzante a Monte Sacro
Dieci morti di eroina dal 1¡ agosto Gli esperti tendono ad escludere l’esistenza di una grossa partita di sostanze stupefacenti tagliata male – Il “rito del buco”

L’ennesima vittima della droga di quest’estate è Giulia Torbidoni, 24 anni, trovata l’altra notte agonizzante sulla scalinata di via Rionero, a Monte Sacro. A nulla sono valsi i soccorsi. Negli ultimi trenta giorni, a Roma, l’eroina ha ucciso dieci ragazzi. Una morte come quella di Giulia l’abbiamo già raccontata tante volte.

Poco dopo la mezzanotte di lunedì alla Croce Rossa è giunta una telefonata, una voce maschile che invitava i medici ad accorrere in via Rionero per soccorrere una giovane in difficoltà. Nessun’altra indicazione, ma l’ambulanza è partita lo stesso. Arrivati sul posto, i sanitari hanno visto, distesa sulla scalinata, la ragazza, e l’hanno portata al Policlinico, dove è spirata.

Ai piedi della scalinata la polizia ha trovato decine di siringhe e, qualche metro più in là, una Golf con gli sportelli aperti. All’interno dell’autovettura c’era una patente con i dati anagrafici della vittima, che abitava in via Fabriano 25. Quando si è iniettata la dose mortale, Giulia Torbidoni quasi certamente non era sola. Forse era in compagnia dell’uomo che ha telefonato alla Croce Rossa.
Gli agenti stanno indagando fra le conoscenze della ragazza per scoprire chi si trovava con lei e chi potrebbe averle procurato l’eroina, una ricerca sempre difficile per l’omertà che regna intorno agli spacciatori. Fra agosto e i primi due giorni di settembre le morti “ufficiali” per droga sono dunque dieci. Un numero altissimo, che pure non tiene conto di chi è stato ucciso dall’epatite, dall’Aids e da altre malattie contratte con il tragico rito del buco.

La cifra è comunque sufficiente per confermare che durante l’estate di eroina si muore di più che nel resto dell’anno. Il consulente comunale per le tossicomanie, il dottor Massimo Barra, cerca di spiegare il fenomeno. L’esperto parte da una premessa: “Iniettarsi nel sangue una sostanza di cui non si conosce né la composizione né la concentrazione è sempre una scommessa con la vita.

Detto ciò, escluderei una partita di droga tagliata male, perché in tanti anni di ricerche non abbiamo mai individuato un taglio che uccide. Si muore per overdose e d’estate questo rischio aumenta per una serie di fattori, primo fra tutti il cambiamento di abitudini che l’agosto comporta tra i tossicomani”. In vacanza, vanno anche gli spacciatori, specialmente perché nei luoghi di villeggiatura la droga si smercia a prezzi più alti.

E in ferie vanno pure i trafficanti che riforniscono i venditori al dettaglio. “I tossicomani che rimangono in città” – dice Barra – “sono quindi costretti a cambiare abitudini e basta che nella busta acquistata la concentrazione di eroina sia superiore a quella normale perché la solita quantità possa uccidere. Talvolta, inoltre, le vacanze offrono agli stessi tossicomani l’occasione per disintossicarsi.

Quando però tornano in città e riprendono a bucarsi, il loro fisico non sopporta più la vecchia dose”. C’è anche un’altra spiegazione, psicologica. Riprende Barra: “Se è vero che l’overdose è un suicidio inconscio, è normale che avvenga di più nei periodi di festa, quando vengono a mancare i punti di riferimento. Non a caso i suicidi aumentano con l’estate”.

Infine, le condizioni atmosferiche, l’umidità e il caldo, che contribuiscono a debilitare fisici che già versano in cattive condizioni e per i quali l’ennesimo buco può rappresentare il colpo di grazia.

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