Servizi

Croce Rossa: volontari sposano federalismo, più autonomia

Da: “ANSA” del 25 ottobre 1996 – Roma

Il federalismo entra anche nella Croce Rossa. A chiedere autonomia dallo Stato centrale e un decentramento regionale sono i 65.000 volontari già presenti in 850 città che, rappresentati da 1.200 delegati, alzeranno la voce in una “tre giorni” che si concluderà domenica con un documento in cui si sancirà l’inizio di quella che è stata definita dai volontari “rivoluzione culturale”.

Obiettivo finale più forza negli enti locali, per arrivare ad ottenere un comitato in ognuno degli 8.000 comuni italiani, un’ambulanza per ogni comitato e una divisa per ogni volontario. Questi i principi ispiratori del IX Congresso Nazionale dei Volontari del Soccorso (VdS) della Cri illustrati oggi in una conferenza stampa dall’Ispettore nazionale dei VdS, Massimo Barra.

“Si tratta di depurare la Croce Rossa dalle scorie della prima Repubblica – ha dichiarato Barra – e fare la Cri della seconda Repubblica, quindi non lottizzata, non terra di dominio dei partiti politici quindi non soggetta a ferree leggi della partitocrazia ed anche più possibile decentrata verso le realtà locali e quindi sottratta all’asfissia del centralismo burocratico e di Roma padrona”.

Primo passo risanamento. Barra ha infatti sottolineato l’esistenza di “molto malessere tra i comitati del nord verso situazioni come quelle limite dei due comitati scandalo di Napoli e Palermo che complessivamente viaggiano con un deficit di 10 miliardi l’anno”. Non è tanto una questione di soldi. “Se lo Stato chiede sacrifici a tutti – ha detto Barra – la Cri deve fare da esempio e quindi non ci sentiamo penalizzati più di altri dai tagli della Finanziaria e anzi per fare una buona Croce Rossa ci vuole più autosufficienza e meno dipendenza dallo Stato”.

Attualmente il fatturato consolidato si aggira intorno ai 500 miliardi di lire, di cui circa 300 – ha indicato Barra – dello Stato. Titolo del Congresso che domani, con la presenza annunciata del commissario straordinario, Mariapia Garavaglia, avrà il suo momento clou – hanno affermato gli organizzatori – è “Croce Rossa anno zero?” dove il punto interrogativo “sta a significare che “non intendiamo rinnegare 100 anni di storia e lotte – ha spiegato Barra – ma un ritorno alle origini, per ridarle i connotati di libera associazione democratica, liberandola dalle scorie inquinate degli ultimi decenni”.

Dopo la manifestazione di due settimane fa a Roma “vogliamo passare dalla fase delle rivendicazioni di piazza – ha aggiunto Barra -alla fase propositiva che anticipa lo Statuto”. E questo è un “fronte dolente – ha ricordato Barra – per la Cri: dopo 16 anni, non vogliamo più sottostare al ricatto di apparati dello Stato e di una piccola manciata di volontari fedeli al vecchio sistema che boicottano l’attuazione della parte vitale della Cri, lo Statuto”.

,