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Croce Rossa: AIDS, convegno su interventi Unione Europea

Da: “ANSA” di venerdì 3 maggio 1996 – Roma.

Una strategia comune in tutti i paesi dell’Unione Europea per combattere l’aids e le varie forme di dipendenza, prima fra tutte quelle della droga e dell’alcolismo. E’ l’obiettivo sul quale sono impegnati i rappresentanti dei volontari della Croce Rossa dei 15 Stati dell’Unione, che hanno aperto stamani a Frascati, a Villa Tuscolana, i lavori di un convegno che si concluderà domenica.

Si tratta del terzo dei cinque incontri di lavoro programmati per quest’anno e che serviranno a mettere a punto le strategie di intervento da attivare, in collaborazione con le strutture dell’Unione Europea, nel 1997. Il convegno italiano di questi giorni è stato preceduto da iniziative analoghe, tenute a Parigi in gennaio e a Stoccolma lo scorso marzo, e sarà seguito dai vertici di Madrid a settembre e di Bruxelles a ottobre.

“Una strategia di intervento per aids e dipendenti – ha spiegato Massimo Barra, ispettore nazionale dei volontari del soccorso e fondatore della prima comunità terapeutica laica di Roma, Villa Maraini – per essere vincente deve vedere impegnati allo stesso modo i paesi che si trovano ad affrontare medesime emergenze.

L’obiettivo è avere nei punti strategici di tutta Europa delle unità mobili di intervento per rivolgersi a coloro che si trovano in uno stato patologico tale da dissuaderli dal rivolgersi alle strutture esistenti”. Il convegno di Frascati si occuperà anche della standardizzazione degli interventi di soccorso in caso di calamità naturali e di guerre, “per evitare – ha detto Barra – improvvisazioni e procedure diverse in situazioni simili a quelle già sperimentate con successo”.

I cinque incontri programmati dai rappresentanti della Croce Rossa dei paesi dell’Unione Europea sono ritenuti anche un’occasione per lo scambio di informazioni. “La fondazione svedese “Arca di Noe” – ha concluso Barra – ci ha fatto conoscere a Frascati un’iniziativa veramente originale e interessante per assistere i malati di Aids.

Da loro vengono ospitati in ville accoglienti e confortevoli per il periodo della convalescenza o per attendere serenamente la fine dei loro giorni, circondati dall’attenzione e dall’affetto di chi è loro vicino. E’ tutt’altra cosa della freddezza degli ospedali italiani: un clima che, in alcuni casi, accelera dolorosamente la morte”.

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