Servizi

Cresce il numero dei drogati

Da: “Il Messaggero” di martedì 13 settembre 1994
I dati del ministero: un fenomeno in costante aumento. E si temono gli effetti delle nuove sostanze stupefacenti
Più tossicodipendenti nei servizi pubblici, meno nelle comunità

E polemica nel mondo dell’assistenza. Il professor Barra: “Il metadone ha salvato dalla morte migliaia di giovanissimi” ROMA Il fenomeno droga è in continua e costante crescita: aumentano i tossicodipendenti in cura presso i servizi pubblici, e diminuiscono quelli che chiedono di entrare in comunità.

Il dato è stato diffuso ieri dal ministero dell’Interno senza alcuna spiegazione: “L’interpretazione ufficiale e i dati completi li daremo in un testo che stiamo completando”, dice Carmine Valente, il responsabile dell’ufficio stampa del Viminale. Ma il fatto che dal marzo al giugno dell’anno in corso 5.000 tossicodipendenti in più abbiano scelto il Sert, mentre le presenze nelle comunità si sono ridotte di 2.000 unità, ha scatenato polemiche e curiosità.

Comunità in crisi? Successo della “droga di Stato”? Miglioramento della qualità dell’assistenza pubblica? Il primo a tuonare contro “la droga di Stato” è Vincenzo Muccioli da San Patrignano, contrario da sempre alla distribuzione del metadone per motivi terapeutici che viene fatta nei servizi pubblici.

Ma il professor Massimo Barra, responsabile della Fondazione romana Villa Maraini, definisce senza mezzi termini “una bestialità” le parole di Muccioli: “E’ vergognoso dice che ci si permetta di sputare contro un farmaco che continua a salvare migliaia di vite umane”. Secondo Barra l’esodo dalle comunità terapeutiche è “ovvio”: “Un tossicodipendente dimesso o scappato via dalla comunità dice difficilmente ci ritorna.

E quindi, quando ha di nuovo bisogno di assistenza, va al servizio pubblico. Fu proprio questo il motivo per cui nel ’92 in Italia si adottò la politica della riduzione del danno: andare a cercare ed aiutare i tossici in tutti i modi possibili, piuttosto che abbandonarli a se stessi fino alla morte, nella vana attesa che vadano da soli a curarsi in comunità, o che finiscano in carcere”. Convinto dell’efficacia del metadone è anche il farmacologo Enzo Gori, docente della Statale di Milano e membro del comitato di esperti in stupefacenti del Governo Ciampi: “In tutto il mondo ormai viene usato il metadone per gli eroinomani dice In Italia prima lo si distribuiva a macchia di leopardo, adesso lo si fa con più razionalità”.

Ma potrebbe essere proprio il metadone ad attirare più tossicodipendenti nei Ser.T ?. “Certamente dice Gori Però i dati diffusi dal Viminale sono troppo pochi e gli aumenti troppo piccoli per consentire un’analisi complessiva. Tanto più che adesso sono comparse in Italia tante nuove sostanze, derivate dalla cocaina, delle quali non si conosce assolutamente nulla: né dati, né effetti”. E’ di qualche giorno fa la notizia del sequestro di una nuova misteriosa cocaina “cinese”.

Mentre un paio di anni fa fece scalpore il ritorno dell’Lsd. “Si sta formando la nuova generazione di tossicodipendenti dice Massimo Barra I giovanissimi, come fecero vent’anni fa i loro fratelli maggiori, incominciano con le anfetamine per poi passare all’eroina”.

Ma come funzionano i Sert? Sono attrezzati per fronteggiare le nuove droghe? “Non sempre e non tutti dice Carlo Valenzi, medico e coordinatore dei servizi pubblici contro le tossicodipendenza del Lazio (un organismo nato un mese fa). Dopo anni di arrogante disattenzione dello Stato verso le strutture pubbliche, durante la conferenza di Palermo esplose il problema: molti servizi non avevano nemmeno una stanza per fare i colloqui coi tossicodipendenti.

Negli ultimi due anni qualcosa sta cambiando, ma in alcune zone d’Italia mancano ancora fondi, strutture, personale”. Parliamo, di Roma. “Al Santo Spirito dice Valenzi noi lavoriamo con tre tipi di terapie diverse: farmaci sintomatici, metadone, psicoterapia. Ma siamo convinti che non vada tralasciata alcuna strada: comunità e servizi pubblici devono continuare a convivere”.

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