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Così cambierà l’assistenza ai tossicomani

Da: “Corriere della Sera” di domenica 26 agosto 1990 – Roma.
Gli obiettivi del professor Massimo Barra incaricato di preparare il piano per la cura e la riabilitazione dei drogati
Il consulente del Campidoglio: basta con le terapie obbligate e i conflitti sulle competenze
“Finora ogni Sat si è comportato come fosse una repubblica indipendente” – Bisogna eliminare la conflittualità tra le Usl e il Comune. L’inserimento nelle strutture pubbliche di chi è uscito dalla schiavitù dell’eroina – Libera scelta tra metadone e farmaci antagonisti

Contro la droga che continua a mietere vittime nella Capitale propone una “task force” di operatori nei quartieri: “Solo con una politica più aggressiva si potranno raggiungere risultati positivi”, dice. Prevede di inserire nei Sat gli ex tossicodipendenti e teme soprattutto la conflittualità di competenze fra le diverse Usl e tra queste ultime e il Comune.

Un censimento

Massimo Barra, il medico al quale si deve la nascita di “Villa Maraini”, ad un mese dalla sua nomina a consulente del Campidoglio per la prevenzione, la cura e la riabilitazione dei tossicodipendenti, promette una piccola rivoluzione nel campo dell’assistenza pubblica a chi è vittima della droga: “Finora ogni Sat si è comportato come fosse una repubblica indipendente usando criteri diversi a seconda dell’impostazione dettata da chi li dirige.

Ma è impossibile continuare così: il tossicodipendente, come ogni malato, deve avere il diritto di scegliere la cura più idonea”. Nella situazione attuale i pazienti in trattamento nei Sat non possono “sconfinare” nel territorio di altre Usl. Barra propone invece una “liberalizzazione” che permetterebbe di affrontare i singoli casi con più elasticità optando fra metadone, farmaci antagonisti (che annullano l’effetto dell’eroina) e altre terapie.

Una nuova “politica” che consentirebbe ad un paziente in trattamento in una zona della città la possibile scelta di un altro Sat di suo gradimento. Ma quanti sono i tossicodipendenti a Roma? “E’ ovvio che una statistica esatta non esiste. Forse soltanto adesso, dopo la nuova legge che ha introdotto una sorta di censimento attraverso la Prefettura, potremo saperne di più.

Però dai dati in possesso della struttura pubblica si può dedurre che il fenomeno coinvolga a Roma almeno 25 mila persone”. Inoltre, al di la di ciò che si pensa abitualmente, non proverrebbero soprattutto dalla periferia: “La droga non conosce solo alcuni quartieri ma attraversa tutti gli ambienti sociali”. Di fronte allo sviluppo che potrà avere il fenomeno, Barra sostiene che la situazione si aggraverà anche se si assisterà ad una diminuzione numerica: “Il numero dei tossicodipendenti dovrebbe stabilizzarsi, ma per effetto dell’Aids diminuirà, almeno per un decennio e fino a quando non sarà trovato il vaccino.

Questa è la generazione più sfortunata tra quelle che hanno fatto uso di droga”. Per quanto riguarda l’organizzazione della lotta alla tossicodipendenza Barra punta tutto alla riforma dei Sat: “Le strutture pubbliche hanno il dovere di curare. Chi giunge al Sat sa di essere arrivato all’ultima spiaggia, ma ha il diritto di ricevere un’adeguata assistenza”.

E per rafforzare le équipe delle Usl, chi ha il compito di dedicarsi al recupero della tossicodipendenza, dovrebbe avere, secondo il consulente del Comune, un rapporto diretto con gli ambienti più “a rischio”.

Le comunità

Barra non giudica negativamente l’operato delle comunità terapeutiche, ma sottolinea che si tratta di un lavoro diverso: “Loro accettano solo chi ha già scelto di smettere, noi invece, in quanto struttura pubblica dobbiamo accettare tutti”.

Il sistema italiano, aggiunge, è all’avanguardia rispetto a quello in vigore in altri paesi: “In fondo siamo riusciti a creare un buon equilibrio fra pubblico e privato: un’organizzazione che non esiste all’estero e che permette di rispondere a bisogni differenti”.

Questi i principali obiettivi del nuovo ufficio creato dal Campidoglio per combattere la droga. Ma si attende il prossimo mese di settembre, quando gli organici torneranno alla “normalità”, per capire quali saranno gli effetti del nuovo corso.

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