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Comunità senza più santoni

Da: “Il Messaggero” – mercoledì 13 settembre 1995

ROMA – San Patrignano dopo Muccioli: che ne sarà dei duemila tossicodipendenti in cura adesso che il santone non è più alla guida della comunità e non si sa quando (e se) tornerà? “Ci sarà una ferita grave, una frattura. Sanabile solo a due condizioni: che si passi dalla gestione carismatica a quella collettiva”: Don Vinicio Albanesi non ha dubbi. Lui, leader di un’altra comunità (quella di Capodarco, che ospita 1.000 ragazzi) e coordinatore di 250 centri di accoglienza per handicappati e tossici (8.000 ospiti in tutto), per ragazzi di Sanpa intravede un futuro chiaroscuro.

Dice: “Se la Fondazione annunciata un paio di anni fa comincerà a funzionare davvero, il santone Muccioli potrà essere sostituito da una serie di responsabili della gestione economica e dei programmi di recupero. Se così non fosse inizierà una lotta intestina fra persone e livelli decisionali, una specie di guerra dei colonnelli”. Il rischio maggiore?, si domanda il prete che di Capodarco ha fatto una cooperativa con soci tutti i drogati: “EÕ che i ragazzi tornino per strada a bucarsi”.

Ma a San Patrignano ci sono moglie e figlio di Muccioli. C’è che già li vede alla guida della comunità e chi nega che possano mai prendere il posto del congiunto. “Sono due figure chiave – dice Albanese – perché comunque hanno un legame affettivo col santone”. I casi precedenti sembrano dar ragione al sacerdote. Quando nel 1988 morì Mauro Rostagno, il posto di leader di Saman fu preso da Francesco Cardella, coinventore della comunità.

“Adesso – racconta uno degli ospiti – qui nella sede di Trapani c’è la sorella di Cardella. E noi la amiamo anche per questo”. Critico, terribilmente critico da sempre verso Sanpa e la sua organizzazione è lo psichiatra romano Massimo Barra, inventore del camper, attrezzato per il salvataggio dei tossici in overdose, di stanza alla stazione Termini della Capitale e da qualche giorno inviato (in copia) a Palermo per soccorrere le vittime dell’eroina killer.

“Sono sempre stato contrario alle grosse comunità – dice Barra – perchè possono reggersi solo stilla violenza. Vedo nero il futuro di San Patrignano: Muccioli è un guru con capacità di governo innate, ma i carismi non si possono delegare. Io credo di essere un capo carismatico a metˆ: sono un medico, un professionista e credo che solo per questo i settecento ragazzi che ho in cura, mi seguano”.

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