Servizi

Chiude Villa Maraini a mare i servizi antidroga

Da: “L’Unità” di domenica 24 febbraio 1991 – Roma.
Pds: “Illegittima delibera di Azzaro”

Il Comune smantella il servizio pubblico antidroga, chiude la comunità di Massimina, riduce i fondi a quella di Città della Pieve, liquida “Telefono in aiuto” e lo appalta a privati, privilegia le strutture di don Mario Picchi. Le redazioni dei giornali romani sono tempestate di lettere: “Sono una bambina di 13 anni, mio fratello si buca…”, “Mio figlio sta cercando di smettere…”.

Denunciano le mire dell’assessore ai servizi sociali, Giovanni Azzaro. Dicono che vuole smantellare uno dei pochi “salvagente” per chi vive il dramma dell’eroina. Anche gli operatori pubblici sono in stato d’allerta. Massimo Barra, che ne è il coordinatore, è fuori di sé. “Azzaro – dice – sta bombardando le strutture che hanno dato buoni risultati. Ha dato in appalto “Telefono in aiuto” a Logos Ricerche, un’associazione senza esperienza. Non abbiamo il copyright, ma quel servizio l’abbiamo inventato noi, non ce lo possono portar via”.

“Barra è bravo, ma parla come Saddam – ribatte don Mario Picchi del Ceis – Il Comune sta mettendo ordine nei servizi sociali. Mi pare giusto che ci finanzi. In 22 anni di attività non ci ha mai passato neppure un bicchiere di latte”. Dunque è “guerra” sui servizi antidroga. Per capirla, come sempre, occorre fare un passo indietro. Dopo mesi di ritardi nelle sovvenzioni agli operatori pubblici, a settembre il Comune fa una gara d’appalto.

E’ subito polemica perché l’assessore Azzaro “sequestra” e chiude in un cassetto per giorni il bando di concorso. A dicembre il segretario comunale decide di far sospendere la gara. “Ma Azzaro ha continuato come nulla fosse – dice Augusto Battaglia, della commissione sanità – Luned“ scorso ci ha riproposto la delibera. A questo punto se Carraro non vuole essere complice di Azzaro, deve togliergli la delega”. Intanto si sono saputi i vincitori della “gara della discordia”.

Al Ceis: un miliardo e 749 milioni per un centro di accoglienza e prevenzione, più un miliardo e 200 milioni all’anno per una comunità da 150 posti. Solo 532 milioni alla cooperativa “Il Cammino”, che da anni gestisce le uniche comunità pubbliche di Roma: Massimina e Città della Pieve. Altri 241 milioni vengono dati invece a “Logos Ricerche”.

Finora l’esperienza di Logos si limita a un librone d’inchiesta sul pianeta droga, commissionato a esperti esterni per conto della Regione. Ora Logos è investita della responsabilità di sostituire gli operatori della Fondazione Villa Maraini che hanno dato vita a “Telefono in aiuto”, l’unica struttura d’ascolto e di pronto intervento contro le overdose che funziona 24 ore su 24.

Non si sa che fine farà il “progetto carcere”, altro servizio della Fondazione. Mentre circolano sempre con maggiore insistenza voci di smantellamento della comunità di Massimina. “Come faremo senza Massimina? – si chiede Onofrio Casciani di Città della Pieve – Lavoriamo insieme da sempre, loro si occupano del reinserimento e dei recuperi brevi. Non siamo una casa di riposo, il progetto terapeutico non pu˜ essere spezzettato”.

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