Servizi

Centri per tossicodipendenti, soldi agli sgoccioli

Da: “Il Messaggero” di sabato 28 dicembre 1996 – Roma.
Problemi economici per Villa Maraini, Magliana ’80 e Parsec.
Piva: “I fondi li gestisce la presidenza del consiglio”

Un ultimatum che scade il 28 febbraio del ’97: è quello lanciato da Massimo Barra, presidente e fondatore di “Villa Maraini”, il più importante centro che si occupa di problemi legati alla tossicodipendenza.

“Abbiamo soldi sufficienti per arrivare fino a quel giorno – ha detto Barra – poi questa volta si chiude sul serio e la città non potrà non accorgersene”. Le persone assistite ogni giorno dalla fondazione, legata alla C. R. I. e convenzionata con la Usl D, sono 1050.

“E a queste – ha detto Barra – si aggiungono tutti i tossicomani contattati quotidianamente dalla nostra unità di strada, in funzione 24 ore su 24 alla stazione Termini, dal centro di prima accoglienza, dall’unità di emergenza contro le overdosi”. “E’ una situazione di emergenza – ha spiegato Barra – che si ripete puntualmente ogni anno da quando il servizio è nato, ovvero vent’anni fa.

Da allora ogni anno dobbiamo lottare e alzare la voce perché vengano concessi fondi già erogati, ma gestiti da una burocrazia lenta e terribile. Ora mi sono stufato: è chiaro che anche le nostre proteste sono funzionali a un sistema di potere che non ha nessuna intenzione di cambiare. Cambiano gli amministratori, ma non il sistema.

Si scatena l’esasperazione degli operatori per poi far entrare in campo politici e amministratori che fingono di risolvere i problemi, tesi, in realtà, solo a consolidare il loro potere”. La situazione di allarme denunciata da Villa Maraini, ha spiegato l’assessore alle Politiche sociali del comune Amedeo Piva, “è condivisa da Magliana ’80, da Parsec e da tutte le organizzazioni che si occupano di tossicodipendenti.

E’ un problema di burocrazia, è vero, ed è vero anche che quest’anno la situazione è particolarmente grave. Ma il comune non è l’antagonista di queste associazioni, che a nostro avviso fanno un lavoro più che meritevole e che sono sostenute anche dall’osservatorio epidemiologico del Lazio.

Noi abbiamo fatto e facciamo di tutto per aiutarli”. “I soldi per pagare il lavoro delle cooperative e delle associazioni – ha chiarito Piva – ci sono. La gestione è della presidenza del consiglio, che decide come e a chi debbono essere destinati.

Il comune ha solo il compito di distribuire materialmente i finanziamenti arrivati dalla presidenza del consiglio e di fare una verifica sul lavoro delle associazioni”. Quest’anno per˜ quei soldi (sono ancora quelli del ’94, ha precisato Piva) non arriveranno prima di giugno. Nel Lazio i morti per overdose in un anno sono passati da 112 a 125.

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