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Carceri: ventenne si impicca in casa circondariale – reazioni

Da: “ANSA” – Roma, 17 maggio 1995

“Le comunità di recupero selezionano i tossicodipendenti da accogliere per scegliere solo quelli veramente motivati. Gli altri vengono lasciati a se stessi“. Questo, secondo Massimo Barra, responsabile di una delle comunità di accoglienza più importanti del Lazio, “Villa Maraini” impegnata anche nel recupero dei tossicodipendenti “di strada” ciò che sta dietro vicende come quella del giovane ventenne impiccatosi in cella per non essere riuscito a trovare una comunità presso la quale scontare la condanna. La storia accaduta nella casa circondariale di Empoli, secondo Barra, “non è altro che la cronaca di un omicidio annunciato”.

“Il tossicodipendente, infatti, – prosegue Barra – va curato nel momento stesso in cui ne ha bisogno. Le lunghe attese a cui alcune comunità sottopongono i ragazzi prima di accoglierli sono inutili. É sbagliato pensare di motivarli se nel frattempo rischiano di morire”. Sulla vicenda interviene anche il Coordinamento radicale antiproibizionista (Cora) che sottolinea la necessità di rompere quello che definisce “il ricatto della scelta della comunità in alternativa al carcere”. “ Questo percorso perverso – sostiene il Cora – non può che avere come risultato episodi come quello accaduto a Empoli”.

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