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“Arriva dall’Est la “roba” tagliata male”

Da: “Il Messaggero” di mercoled“ 28 febbraio 1996 – Roma.
L’ESPERTO

“Vado al binario 1 a farmi. Se non torno tra un’ora venite a salvarmi”. Queste e altre richieste simili vengono rivolte ogni sera ai volontari del camper dell’Associazione Villa Maraini, che ogni giorno, dalle 18 alle 24, staziona in piazza dei Cinquecento, per aiutare i tossicodipendenti. Intervengono a ogni richiesta di soccorso, ritirano e distribuiscono siringhe per evitare il contagio da Hiv e danno informazioni di ogni genere.

Quasi ogni sera salvano la vita al disperato di turno, vittima di un’overdose. Nel ’94, a Roma ci sono stati 46 decessi per collasso da assunzione di droga. Nel ’95 settantadue, mentre nei primi due mesi del ’96 siamo arrivati già a 13. “Siamo nella media – dice il dottor Massimo Barra, presidente dell’Associazione Villa Maraini.

Le morti per overdose avvengono sempre in serie. Ogni tanto, nell’arco di tre giorni, muoiono due o tre tossicodipendenti. Questo succede perché può capitare che uno spacciatore venda una piccola partita di droga (dieci, venti dosi), tagliata male, con più percentuale di stupefacente del solito. E l’organismo, che non è abituato, non resiste allo sbalzo”.

A parità di peso, una dose tagliata male può essere 50 volte superiore. Ma dietro un caso come quello di via D’Azeglio può anche nascondersi una volontà suicida. E’ sbagliato pensare che possa girare dell’eroina killer: il pusher ha tutto l’interesse che i tossicodipendenti vivano.

E’ più probabile, invece, che girino sul mercato dosi lavorate male, magari provenienti da paesi che si dedicano a questo settore da poco tempo e quindi inesperti, come la Cecoslovacchia per esempio. Una overdose, comunque, può scaturire anche da una micidiale e occasionale combinazione di fattori: l’iniezione dopo una massiccia assunzione di alcool o di pasticche Roipnol.

In questo caso il collasso può avvenire anche a ore di distanza dal “buco”. In genere i morti per overdose hanno dai 25 anni in su. In media, dopo 12 anni di tossicodipendenza l’organismo attraversa una crisi: o si supera e quindi si esce dal giro, oppure si muore”.

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