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Trentennale della Fondazione Villa Maraini

Discorso di apertura della cerimonia conclusiva dei festeggiamenti per il trentennale della Fondazione Villa Maraini, tenuto dal suo fondatore e Presidente della C.R.I., Dott. Massimo Barra
Da: “Voci Libere” La voce dei ragazzi di Villa Maraini

Iniziamo la manifestazione che conclude il trentennale di Villa Maraini. L’ ho fatta qui nella Sede Centrale della C.R.I. per dare un segno della nostra apertura a tutto il popolo italiano. Molti di voi si sono iscritti alla C.R.I. per svolgere meglio il proprio lavoro in mezzo a chi fa più o meno fatica a vivere, questa è la chiamata che faccio a tutti. Non è un caso che oggi siamo nel tempio della C.R.I. e questo per fare un salto di qualità. Voi sapete che non esiste tossicomane che, per quanto assatanato, non possa cambiare stile di vita. La Croce Rossa infatti può servire per utilizzare l’esperienza che avete fatto a beneficio degli altri, questo è il senso della riunione oggi. Ma oggi non andiamo a certificare gli “sdrogamenti”, perché poi non sappiamo cosa succede domani…

Noi ci occupiamo di gente vulnerabile.. e chi può dire se qualcuno di noi domani potrà essere vulnerabile? Perché i casi della vita sono sempre così imprevedibili che nessuno di noi può sapere cosa succederà. Allora la C.R.I. è un’ occasione per organizzarsi, per non mettersi nelle condizioni di aspettare che il Governo risolva i problemi, perché nessun governo può risolverli in pieno: i problemi ce li risolviamo noi, dobbiamo risolverli noi cercando un po’ di felicità, oppure un po’ meno di infelicità. Stasera noi, in un’oretta, sentiremo la testimonianza di ognuno di noi e ci sembra che questo sia motivo di gioia, di speranza e anche di riconoscimento. Abbiamo chiamato Don Ciotti. Con Don Ciotti ci conosciamo da trent’ anni.

All’inizio non ci si filava nessuno, ora tu sei un uomo pubblico e io sono a capo di una Struttura che non può pagare gli stipendi perché non ha i soldi; perché poi, quando si parla di lotta alla droga, si fanno grandi proclami: “facciamo l’antidoping ai parlamentari…ecc ecc!“ come se questo potesse servire a qualcosa. In realtà queste Strutture sono lasciate a gestire la disperazione degli altri senza fondi sufficienti, senza soldi alla fine del mese. E questo è strutturale, Villa Maraini oggi compie 30 anni. I Governi sono cambiati, ma il punto è che la stigmatizzazione degli sfigati è una malattia infettiva che colpisce anche chi si occupa degli sfigati.

La soluzione non è la legalizzazione, ma è la responsabilità individuale: nessuno ci risolve i nostri problemi, ognuno di noi se li porta appresso e dunque non è una soluzione la fuga dalle responsabilità. Oggi noi festeggiamo un certo numero di ragazzi che non è fuggito e lo facciamo davanti a una platea di persone che sta facendo lo stesso tragitto o che l’ha già fatto e che oggi aiutano gli altri. Vorrei ringraziare il senatore Cesare Cursi che non manca mai di manifestare il suo appoggio a Villa Maraini, pur essendo stato sottosegretario alla Sanità e un saluto a Giannico che è stato commissario alla C.R.I. ed autore dell’apertura del padiglione Frascara che una burocrazia ottusa fece chiudere tempo fa e che oggi accoglie centinaia di persone in trattamento metadonico.

Il giardino dietro il padiglione che era stato abbandonato oggi è la parte più bella del Parco di Via Ramazzini. Saluto anche la Dottoressa Rubini, mia maestra, che nel maggio del ’74, già dava metadone contro tutto e tutti.”

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