Servizi

Tossicomania e tossicodipendenze

ASPETTI CLINICI GENERALI 1992

Parliamo di droga in generale. Questo potrebbe essere l’inizio di un lungo cammino insieme; i casi della vita ci hanno fatto incontrare e poi non ci faranno più abbandonare, oppure può essere che uscendo di qua ci ammazzano o ci casca qualcosa in testa e non ci vedremo mai più, chi lo può dire.
I casi della vita sono sempre assolutamente imponderabili. Certo poiché a noi fare lezione costa e a voi anche ascoltare costa, cerchiamo di fare in modo che questi nostri incontri siano il più fruttuosi possibili e forieri di prospettive, di possibilità, di stimoli, di stimolazioni, di entusiasmi, di interesse e che costituiscano delle occasioni per una svolta di vita.

Qualcosa che trascenda l’arida burocraticità banale della Regione Lazio, degli Assessorati, dei Bandi, tutte queste cose che occorre fare, i documenti, le selezioni, tutte queste cose volgari che si sostituiscono ai rapporti interpersonali. Quindi purtroppo, poiché c’è stato il peccato originale la vita umana è terribilmente complicata.

Noi ci scusiamo con voi se l’occasione di incontro è stata appesantita da questo fardello di documentazioni e altre cose che ci sono assolutamente aliene, ma che l’establishment pretende per giustificare se stesso, per giustificare la sua sopravvivenza e la burocrazia che la governa. Quindi non ci confondete, per carità, con la Regione Lazio, con gli Assessorati, i moduli, i fogli, i documenti, perchè se fosse stato per noi, ci saremmo incontrati solo per il gusto di incontrarci e di parlare di queste cose, come ci siamo incontrati con gli operatori di Villa Maraini fino ad oggi: non certo perchè qualcuno li ha inviati a noi, ma perchè sono venuti autonomamente.

L’auspicio e che voi riusciate ad astrarvi da tutto questo fardello di cose, che ci vengono imposte soprattutto a noi più che a voi e che ci sono totalmente aliene. Se fosse per me a Villa Maraini non firmerebbe neppure nessuno la presenza: sono tutte sovrastrutture e quando una persona è strippata è meglio che se ne vada in vacanza piuttosto che continuare a lavorare perchè crea danno. Questo è anche l’unico modo per superare il “burn out”.

Voi siete agli inizi della vostra carriera e non avete diritto a parlare di “burn out” se non come una cosa lontana nel tempo, però se voi non sapete astrarvi da tutti i fardelli burocratici e amministrativi, il “burn out” è dietro l’angolo. Invece voi dovete essere voi stesse, con la vostra professionalità, con la vostra intelligenza, con la vostra anima, con la vostra fede, con la vostra voglia di fare, se ne avete; e se non ne avete, andatevene.

Quindi, nonostante l’inizio così pesante da un punto di vista burocratico, considerate tutto questo come un’occasione di incontrare una dimensione diversa, una dimensione molto rispettosa della vostra individualità, che è unica e irripetibile, della vostra fede e della vostra coscienza , se ne avete. Se non ne avete, se cioè vi piace la burocrazia, vi piace fare certificati, fare domande ecc., allora è meglio che ve ne andiate perchè non andremo d’accordo.

Anzi vi cacceremo via: io vi caccerò via facendo delle scenate turche, perchè non sopporto i burocrati, non sopporto le persone che ci stanno, senza starci con la fede, ma solamente in corpo e non in anima. Detto questo, così a mò di hors d’oeuvre, di aperitivo, tanto per conoscerci meglio, ma poi se staremo insieme ci conosceremo meglio per forza, parliamo di droga.

La droga vi uscirà fuori da tutti i pori alla fine di questo corso. Mi auguro che a nessuno di voi verrà voglia di farsi una “pera”, partendo dal presupposto che quando si deve vendere un prodotto, la conoscenza del prodotto è congeniale alla vendita e al consumo del prodotto stesso. Quindi a forza di parlare di droga si stimola comunque la curiosità e si induce in tentazione.

Magari voi siete “scafate” perché siete laureate, siete psicologhe, avete il senso critico. Ma pensate a chi, e magari ha il diritto di sopravvivere ugualmente, non possiede il vostro senso critico. Pensate a chi si lascia vivere e pensate al bombardamento di informazioni, di spot, di “strippi”, di TG 2, di festival sulla droga, di ragazzotti che corrono sulla spiaggia (una via di mezzo fra la réclame di Copa Cabana e del Cornetto Algida), che per fare quello prima si erano dovuti drogare.

Quindi il ragazzotto può anche pensare che per andare a Copa Cabana o mangiare il Cornetto Algida si deve drogare pure lui, perché tanto poi si esce felici e contenti e c’è anche la benedizione del Ministro. Quindi pensate come questa ridondanza di informazioni, di messaggi, di stimolazioni, se da un lato crea attenzione dall’altro possa anche creare in chi è incapace di discernere il bene dal male, di discriminare il lecito dall’illecito, il conveniente dallo sconveniente, un’attrazione perversa verso un piacere proibito. (Segue alla pagina successiva >>)

,