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Quale Europa per i giovani

Progetto Athenaeum: Aula Magna Università “La Sapienza” lunedì 2 aprile 2007

Buongiorno.

Mi chiamo Massimo Barra. Siamo tutti delle molecole che si incontrano, si scontrano, molte volte indipendentemente dalla loro volontà. Quando c’è un incontro, non si sa mai dove si va a finire e quindi i casi della vita ci hanno portato a incontrarci. Io spero che da questo incontro nasca un qualcosa di positivo per qualcuno di voi sicuramente e anche per il resto del mondo. Allora… dicevo che mi chiamo Massimo Barra, sono da un anno e tre mesi il Presidente Nazionale della Croce Rossa, ma non sono un politico che è stato messo lì dal Governo, anzi non ho mai frequentato i partiti politici e neanche i sindacati. Non ho mai avuto altre tessere, se non quella della Croce Rossa. Ho cominciato presto, quando avevo otto anni. Mi si può chiedere: “Ma che ci fa un ragazzino di otto anni in Croce Rossa? ”. Può andare in giro per le strade a chiedere l’obolo per l’Associazione. Quello che facevo io nel 1955. Poi sono cresciuto, ho avuto la vostra età, sono diventato il leader del movimento Giovanile di Croce Rossa in Italia e nel mondo. Poi mi sono laureato. Mi sono laureato in questa università.

Pensate i casi della vita! Non ero mai entrato nell’Aula magna. Quindi questa è per me una vera emozione, perché questa università l’ho frequenta per sei anni a tutte le ore e ognuno di questi angoli per me è un ricordo: di un esame, di un patema, di un’emozione. Oggi mi sento emozionato a stare qua, nell’Aula magna dell’università dove mi sono laureato in medicina. E poi, appena laureato, sempre per i casi strani della vita, io che a tutto pensavo meno che di occuparmi di drogati, nel ’76 ho avuto l’avventura di fondare Villa Maraini, che oggi quotidianamente incontra a Roma, circa 700 tossicomani. E’ in questa avventura terapeutica e umana che mi è stata data l’opportunità di conoscere il mondo. Il mio primo viaggio fu nel ’65 in Bulgaria, in tempi comunisti, 18 giorni. Poi in Unione Sovietica e poi in tutti i continenti. Ho l’orgoglio di essere andato non come “turista fai da te” e neanche come turista, ma come quello che va a vedere l’altra faccia della luna, quella che in genere è sconosciuta e neppure quella che ti vogliono far vedere in televisione, nell’intento di manipolare l’opinione pubblica per far credere cose diverse da quelle che sono. Sono stato in 89 Paesi. L’ultimo viaggio l’ho fatto a Kabul, un mese fa, dove abbiamo fondato un centro antidroga della Mezza Luna Rossa afgana. Sono stato a Bagdad, sono stato a Nassiria, sono stato in Africa nei posti più strani.

Questa è un’avventura che non avrei mai potuto correre se non fossi stato nella Croce Rossa. Quindi in 5 minuti vorrei dirvi che cos’è questa Croce Rossa, perché tutti ne leggono sul giornale. Le ultime notizie sono di stamattina: “La Croce Rossa ha visitato il prigioniero di Emergency a Kabul”, perché? Ecco. Quando si dice “Croce Rossa” si intende una grande famiglia a livello mondiale con 97 milioni di soci, che ha un padre, una madre e tanti figli. Il padre è il Comitato Internazionale. E’ fatto di cittadini svizzeri e interviene nel mondo in caso di conflitto armato. E’ il Comitato che ha visitato ieri il dipendente di Emergency in prigione. La madre è la Federazione delle Società di Croce Rossa e Mezza Luna Rossa. La Mezza Luna Rossa è la Croce Rossa dei Paesi di tradizione islamica. Tra Croce Rossa e Mezza Luna non c’è nessuna differenza. Siamo membri della stessa famiglia. L’altro ieri stavo ad Atene alla Conferenza Mediterranea della Croce Rossa.

C’era Israele e c’era la Palestina, che fra di loro collaborano a livello di Croce Rossa. C’era Cipro e Cipro nord. Cipro nord è la parte di Cipro sotto il controllo dei Turchi, occupata dai Turchi. E c’era la Mezza Luna turca e la Croce Rossa greca. C’era la Croce Rossa di Cipro e la Mezza Luna Rossa di nord di Cipro e insieme lavoravamo per decidere che cosa fare per migliorare l’area del Mediterraneo. E i figli, sono 185 figli, uno in ogni Stato del mondo. Insieme incarniamo quello che chiamiamo “the power of umanità”, “il potere dell’umanità”, siamo un network in servizio 24 ore su 24, la cui “mission” è aiutare le persone più vulnerabili. Ma non in una maniera paternalistica, perché ognuno di noi può diventare vulnerabile, da un momento all’altro, se gli arriva una tranvata dalla vita, quindi basandosi sull’intervento tra pari, non calato dall’alto, utilizzando mediatori culturali, che sono i nostri agenti all’Avana.

Avete mai pensato di poter fare qualcosa in un campo nomadi? Non potete neanche entrare se non avete qualcuno che sta con voi. Avete mai pensato di penetrare il gruppo dei russi che si prostituiscono alla stazione Termini, se non avete uno di loro con voi? Avete mai pensato di poter raggiungere le fasce più marginali esterne, estranee della popolazione senza il coinvolgimento di qualcuno di loro? Ecco! Allora io vi invito a diventare anche voi, un giorno, presto, degli attivisti della Croce Rossa. Abbiamo sette principi fondamentali che sono la nostra filosofia. Vedete, in un mondo di opposti, di gente che litiga, che appartiene a questo o a quello schieramento, per cui ragiona con il pregiudizio dello schieramento, per cui voi già sapete che se parlate di droga chi è di una parte deve dire determinate cose di cui non capisce neanche il significato e chi è della parte opposta deve dire esattamente l’opposto per senso di appartenenza, la Croce Rossa è uno scandalo, nel senso che non è di parte. I sette principi fondamentali sono quello di umanità, di universalità, di imparzialità, di neutralità, di indipendenza, di unicità e di carattere volontario.

Stiamo per costituire un’occasione per le comunità di pensare a se stesse, per diventare cittadini di una cittadinanza attiva, non di chi di fronte alle difficoltà si mette a sedere sul fiume e aspetta, in posizione di opposizione al resto del mondo, che qualcuno gli risolva i problemi. Perché i problemi nascono in noi. Noi siamo come le tartarughe. Ci portiamo la casa appresso dovunque andiamo. E i problemi vanno risolti, per esempio quelli dell’emergenza, il giorno prima, non il giorno dopo. Per questo noi siamo orgogliosi del nostro sistema nazionale di Protezione Civile, perché è un sistema che si organizza il giorno prima. La Croce Rossa si organizza con migliaia di corsi, con milioni di ore di frequentazioni nelle sedi. Noi abbiamo su tutto il territorio nazionale 1500 sedi con i telefoni, con i viveri, con le coperte con qualunque cosa possa servire nel momento in cui c’è un’emergenza. E l’emergenza può essere varia, non solo la grande emergenza: il terremoto, l’inondazione, ma l’arrivo di 50 extra comunitari che non sanno dove andare. (Segue alla pagina successiva >>)

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