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Massimo Barra

Ispettore nazionale dei Volontari del Soccorso della Croce Rossa Italiana
Da: Forum sul tema: “Ideali, essenza e funzioni del libero associazionismo e corpi intermedi” Accademia Nazionale dei Lincei – Roma, 11 novembre 2000

Credo che le cose che volete da me siano rapidità e sintesi. Potrei parlare per venti ore almeno di Croce Rossa, ma credo che ognuno di Voi sappia che cos’é la Croce Rossa. Soltanto vorrei parlare brevissimamente degli ideali della Croce-Rossa che sono concentrati in sette principi fondamentali, sanciti dalla Conferenza Internazionale della Croce Rossa di Vienna nel 1965.

Umanità – Universalità – Imparzialità – Neutralità – Indipendenza – Unicità – Carattere Volontario. Il primo Principio Fondamentale è quello dell’umanità: vuol dire assistere chi ha bisogno. Chi ha bisogno cambia in funzione delle storie, degli spazi, delle situazioni contingenti. Per noi, oggi, all’inizio del terzo millennio, sono le persone più vulnerabili.

Chi sono le persone più vulnerabili? Quelle che hanno bisogno d’aiuto! Per esempio un vecchio sofferente di Alzhaimer. Anche se nella sua vita è stata una persona importante, quando gli tocca la disgrazia, diventa una persona estremamente vulnerabile, più di un bambino piccolo. Un tossicomane è una persona vulnerabile.

Un tossicomane che non vuole smettere di drogarsi e che si sbatte per strada, é vulnerabile due volte. Una malata di AIDS è una persona vulnerabile perché, oltre alla malattia, si deve difendere anche dai pregiudizi, dalla vergogna, dalla stigmatizzazione. Questa mattina è stato evocato lo scarso potere delle donne. A me questo ha ricordato la tragedia della trasmissione dell’AIDS in Africa, dove la donna non ha alcun potere contrattuale, e dove ci sono anche delle invenzioni e dei pregiudizi che colpiscono per esempio le prostitute africane sieropositive, che ritengono che fino a quando avranno rapporti, e rapporti vuol dire rapporti non protetti, si salveranno dall’AIDS, per cui continuano a diffondere in questa miscela disperata di ignoranza, di stigmatizzazione, di strumentalizzazione politica, una malattia che potrebbe toccare l’Estremo Oriente e che potrebbe fare anche centinaia di milioni di sieropositivi in Cina, nei prossimi anni.

I più vulnerabili sono le persone che non hanno niente. I più vulnerabili sono anche quelli che sono stati inondati in Valle d’Aosta: di fronte a queste necessità la Croce Rossa deve essere, vuole essere, ed è, nei limiti delle possibilità umane ed anche delle leggi e delle difficoltà che le leggi a volte ci pongono, una rete underground di formichine silenziose che fanno il loro dovere e, che tendono, senza farsi vedere troppo, silenziosamente, a riempire il fossato, come diceva quella bella frase della con-ferenza mondiale sull’AIDS: “bridging the gap”.

La sfida dei terzo millennio per noi è superare il gap. Penso che l’osservazione di prima del Presidente Elia fosse proprio rivolta alla Croce Rossa, quando diceva che durante il fascismo molte associazioni sono state istituzionalizzate e, sornionamente, ha poi affermato che, negli anni successivi, questo trend è continuato.

Credo che la Croce Rossa sia una delle prime organizzazioni che fa da Marta e da Maddalena, che è, cioè, una libera associazione di volontari, ma è anche una parte dell’apparato e degli organi dello Stato di cui è economicamente molto tributaria e, quando si è tributari, ahimè , l’indipendenza rischia di essere più teorica che pratica!

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