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La cooperazione mediterranea delle Società Nazionali di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa

Da: “International Migration Law and Migration Policies in the Mediterranean Context”; Istituto Internazionale per il Diritto Umanitario – Sanremo 15 al 16 dicembre 2008
Dr. Massimo BARRA
Vice Presidente, Commissione Permanente Croce Rossa e Mezzaluna Rossa

Vi parlo a nome del Movimento internazionale della Croce Rossa e della Mezza Luna Rossa. Chiarisco che tra le due non c’è nessuna differenza: sono parte della stessa famiglia che è presente in 186 paesi del mondo, e che è composta da due istituzioni internazionali con sede a Ginevra che sono il Comitato internazionale che opera in tempi di conflitto armato e la Federazione internazionale delle Società di Croce Rossa e Mezza luna Rossa che opera in tempi di pace per i grandi bisogni dell’umanità, intervenendo in caso di catastrofe naturale o provocata dall’uomo, affrontando i grandi problemi di salute legati alle vecchie e alle nuove malattie, e diffondendo principi di coesistenza pacifica e di tolleranza tra tutti i popoli del mondo.

Poiché oggi non sono qui presenti molti rappresentanti della Croce Rossa, vorrei brevemente collocare il nostro Movimento a livello istituzionale.

Noi non siamo parte del sistema dei Governi e non siamo neanche una NGO: noi stiamo in mezzo. C’è una teoria del “terzo pilastro” (Bridging the gap) situato tra il sistema dei Governi e l’espressione della Società civile rappresentata dalle NGOs (in italiano ONLUS). Perché questo terzo pilastro? perché contrariamente alle NGOs noi abbiamo un Principio che è quello dell’Ausiliarietà che caratterizza il movimento. Ausiliarietà vuol dire vicinanza particolare alle autorità, nata come Ausiliarietà dei servizi sanitari militari e poi estesa come Ausiliarietà dei Governi e ancor più come ausiliaretà dei Governi a tutti i livelli, dal più basso comunale fino al massimo livello internazionale. Il limite dell’Ausiliarietà sta in due Principi Fondamentali, quello di Neutralità e quello di Indipendenza: noi facciamo quello che le Autorità ci chiedono di fare a condizione che l’Indipendenza della Croce Rossa sia mantenuta e cioè che alla Croce Rossa non venga chiesto di fare cose in contrasto con il principio fondamentale di Umanità.

La Croce Rossa non fa politica come possono fare le ONLUS, le NGOs e questa è un’ altra differenza tra il Movimento e le NGOs. Noi abbiamo un principio di Neutralità che ci impedisce di prendere parte alle controversie di ordine politico, religioso, sociale ma non siamo neutrali nei confronti della sofferenza umana! Noi siamo partigiani contro ogni tipo di sofferenza umana, siamo gente di parte e questo si estrinseca in due modi: con l’azione pratica sul terreno in 186 Paesi, dove 24 ore su 24 anche nei più piccoli villaggi c’è un’unità di Croce Rossa in azione, ma anche con un’altra dimensione che chiamiamo di “Advocacy” o se preferite di “diplomazia umanitaria” che consiste nel sorvegliare le Autorità perché agiscano sempre nel rispetto dei diritti dell’uomo denunciando anche apertamente ogni volta che i diritti dell’uomo vengono violati.

L’obbiettivo fondamentale della Croce Rossa è aiutare le persone vulnerabili, vulnerabili perché nascono tali o perché ci diventano per un conflitto o per una catastrofe o per una malattia o per una scelta più o meno obbligata, come la scelta di emigrare.

Ognuno di noi può diventare una persona vulnerabile se avviene qualcosa di negativo nella nostra vita e questo è un buon motivo perché il nostro aiuto non sia prestato in maniera paternalistica, compiaciuta, calata dall’alto ma sulla base di una partnership e di un’azione tra pari, perché se oggi siamo attori dell’azione umanitaria domani ne potremmo essere passivi riceventi.

Sicuramente i migranti sono persone vulnerabili, non c’è discussione: sono tra le persone più vulnerabili e quindi è giusto che la Croce Rossa si occupi di migranti. Questo è un sentimento diffuso in tutto il mondo, il problema non è solamente mediterraneo. Pensate a quello che succede alla frontiera tra Messico e Stati Uniti; pensate ai boat-people vietnamiti; pensate alle grandi migrazioni all’interno dell’Africa: gli Italiani non pensano che i Paesi del Nord Africa non sono solamente paesi di emigrazione ma anche paesi pieni di immigrazione, e quindi gli stessi problemi che hanno l’Italia e la Spagna li hanno la Libia, l’Egitto il Marocco sia come “recipienti” che come “invianti”: un doppio problema!

Io credo che sia interesse dei Governi utilizzare il potenziale del Movimento Internazionale della Croce Rossa della Mezza Luna Rossa che può operare ai limiti della convivenza civile facendo molte cose che i Governi a volte non possono fare.

Recentemente abbiamo condotto un’inchiesta tra le Società di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa dei Paesi mediterranei e su 18 risposte 15 dicevano che la migrazione è al primo posto dei problemi della Società Nazionale. (Segue alla pagina successiva >>)

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