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I programmi delle “Unità di strada”

Quindi dare siringhe non è un’azione tossicomanigena. Sarebbe tossicomanigeno dare la morfina, perché la morfina crea un mercato grigio, clandestino. Scusa Taradash, non cerco gli applausi dei proibizionisti, dico le cose scientifiche. Profilattici: stesso ragionamento, tanto oramai i profilattici sono anche nei libri degli scout, quindi è rétro parlarne male. (Ho un libro di un’associazione scout africana in cui non solo si vede il profilattico, ma anche come si mette e con dovizia di particolari!)

Noi abbiamo usato come modalità di approccio anche il vitto. Evidentemente il vitto rischia di inquinare un pò la domanda, per cui i nostri, ad un certo momento, si sono sentiti un pò sommersi da richieste di vitto fini a se stesse. Sta a voi giudicare nella vostra realtà locale se il vitto può essere utile come mezzo di aggancio oppure può diventare un handicap. Che coperture deve avere una unità di strada?

Non può andare allo sbaraglio. In una zona come la stazione Termini, ci vogliono delle coperture. Penso ad una intesa con la Polizia. La Polizia a Roma e molto discreta: ci controlla da lontano, però nessun tossicomane si sente osservato, o comunque evita di approcciare il camper perché c’è la Polizia nei paraggi. Quindi un rapporto discreto in cui il camper, l’unità di strada, può essere utile agli stessi poliziotti quando trovano ragazzi in overdose e non sanno che farci, come spesso è avvenuto con reciproca soddisfazione.

Un camper, una unità di strada dovrebbe avere anche una macchina di copertura, per la possibilità di portare in ospedale certe situazioni: malati di Aids, gente che viene dimessa dalle carceri perché ha meno di 200 linfociti e si trova a dover dormire nei vagoni della stazione, peggio di quando stava in carcere, anche perché magari quando lo hanno dimesso non gli hanno dato un foglio con la terapia che deve praticare – cosa che succede puntualmente ancora nelle carceri italiane.

Qualche dato e finisco: in un anno questa esperienza ha contattato 2111 tossicomani, 1895 maschi, gli altri femmine. La cosa interessante è che il 50% non aveva mai avuto contatti con una struttura terapeutica e questo mi pare un buon motivo per fare le unità di strada e per lanciare non in nome di una ideologia, ma in nome di un sano pragmatismo, una attività di riduzione del danno.

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