Servizi

AIDS, fuori dalla paura insieme

Da: “Parsec” Associazione per gli interventi sull’emarginazione Atti della tavola rotonda 1989
Massimo BARRA Fondatore della Comunità Terapeutica di Villa Maraini e consulente dell’Assessorato ai Servizi Sociali del Comune di Roma

Non ho preparato nessun intervento preconfezionato ma voglio soltanto rendere comuni alcune mie considerazioni che ho fatto dal momento in cui sono arrivato, ascoltando gli interventi che mi hanno preceduto. Io rappresento Villa Marain,. ma partecipo anche come consulente, dell’Assessorato ai Servizi Sociali del Comune di Roma, un Assessorato direttamente coinvolto in questo problema. Il mio ruolo è quello di consulente per le tossicodipendenze e quindi il problema della distribuzione delle siringhe è un problema che mi sono posto e me lo sono posto senza pregiudizi, avendo curato circa 7000 eroinomani in 15 anni di attività e non ho mai avuto il pregiudizio di negare una siringa a chi me la chiedeva; anche perché il fatto di bucarsi o non bucarsi con o senza la siringa è assolutamente ininfluente poiché quando uno ha deciso di bucarsi si buca lo stesso.

Se non ha la siringa, la trova. Se non la trova, la fabbrica. Se stà in galera si fa con la penna Bic, dopo averla affilata al punto tale di potersi bucare la vena con la penna stessa. Non è una novità che il danno da droga sia più un danno da buco che da sostanza; tant’è che ancor oggi sono molti, ma molti di più i morti per epatite che quelli per A.I.D.S., e l’epatite si trasmette nello stesso modo. Quindi il problema non è nuovo, risale ad almeno 15 anni fa e in tutto questo tempo io non mi sono mai convinto che la distribuzione gratuita, pubblicizzata, delle siringhe ai tossicodipendenti sia un mezzo che possa prevenire seriamente questa malattia o la diffusione delle malattie connesse.

Sembrerebbe una contraddizione in termini perché io do’ le siringhe a chi me le chiede però, come consulente dell’Assessore, affermo che non bisogna fare la distribuzione gratuita. Come mai? Perché noi dobbiamo evitare il rischio di parlare ai tossicodipendenti da persone che si ritengono normali, come noi, e che quindi pensano che le vie della logica siano ferree e al di sopra di ogni sospetto. L’ ipotizzare che il tossicodipendente si preoccupi di usare una siringa pulita e gratuita, risponde ad una logica piccolo borghese, come quella, ad esempio, delle persone che attraversano tutta Roma per andare a comprare gli spinaci a piazza Vittorio perché costano di meno; questa non è la logica del tossicodipendente.

Il tossicodipendente non ha logica nel bucarsi, è assatanato dalla droga e non farebbe la strada per arrivare al centro dove vengono distribuite le siringhe gratis; non servirebbe a niente la distribuzione delle siringhe, se non a dare un messaggio che i ben pensanti potrebbero strumentalizzare affermando che lo Stato, distribuendo le siringhe, fa un invito a drogarsi. L’altro giorno ho incontrato un ragazzo che mi ha raccontato che si è bucato con la siringa di una ragazza sieropositiva: gli ho chiesto come mai, non essendo sieropositivo e conoscendo le vie di trasmissione dell’A.I.D.S., lo abbia fatto.

Lui mi ha risposto che era così squallido andarsi a bucare in strada da soli ed ha preferito farlo in compagnia. Vedete che la logica non è una logica razionale ma è irrazionale, è quella stessa logica che sta alla base della scelta della droga e che se ne strafrega delle “campagne serie” di informazione sui rischi e i pericoli della droga. Mettiamoci bene in testa che la prevenzione alla droga non si fa parlando della droga, più si parla della droga e meno si fa prevenzione; parlare di droga scientificamente, in maniera corretta, evidenziando cioè i rischi e i pericoli, sottointende una logica illuministica e razionale, che ci fa sperare che la gente si sensibilizzi in modo da rinunciare a fare cose che gli fanno male; ma l’uomo fa migliaia di cose che fanno male sapendo che sono nocive.

Voi direste ad un masochista; “non fare questo perché fa male”, quando proprio lì sta il bello. Se l’uomo facesse tutto ciò che non fa male non farebbe tante porcate, non farebbe il traffico d’armi, non farebbe la guerra; pensare che un soggetto con i suoi buoni motivi per drogarsi, solo perché investito da un messaggio dell’autorità, e quindi arrogante nelle sue certezze, non lo faccia perché gli fa male è una pia illusione. Allo stesso modo è una pia illusione che il tossicomane si raduni in associazione in quanto, secondo me, è una contraddizione in termini; perché non si vedono le associazioni di tossicomani ed esistono, invece, le associazioni di ex tossicomani? (Segue alla paginma successiva >>)

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