Servizi

Tutte le famiglie sono a rischio

Da: “Vita” – 22/29 dicembre 1994

Le tossicodipendenze si sviluppano, nella quasi totalità dei casi, all’interno della famiglia. Da lì inizia il percorso tossicomanico dei nostri figli e da lì si possono e si devono individuare i segni distintivi di una patologia in corso. E’ questa una realtà che nessuno può permettersi di ignorare e che colpisce inesorabilmente ed indifferentemente qualunque ceto sociale. Esistono diversi modi per affrontare il problema, validi e meno validi.

Sono però assolutamente da evitare quei comportamenti che per comodità catalogo sotto la voce di: 1) genitore completamente incapace di intendere e di volere nel campo delle droghe e che quindi rifiuta a priori una realtà evidente e scomoda; 2) genitore sfrenatamente paranoico, per il quale qualunque segno, anche il più banale, può diventare la prova provata che il proprio figlio si droga.

I comportamenti dai quali la famiglia può riconoscere l’uso saltuario o quotidiano di droga da parte dei figli sono molteplici e variano da soggetto a soggetto e da sostanza a sostanza. Diventa quindi impossibile e forse inutile redigere un elenco degli atteggiamenti, una mini guida dei tic della droga. Ritengo sufficiente che da parte della famiglia si mantenga la soglia dell’attenzione per accorgersi se vi è in corso una modificazione relazionale e comportamentale nel rapporto tra genitori e figli. Ed è proprio nel riscontrare un forte cambiamento delle abitudini e delle consuetudini che i genitori devono porsi alcune domande, chiedersi se esiste qualcosa di diverso e preoccupante nella vita del proprio caro. Infatti, se i rapporti si alterano, se l’armonia non regna più sovrana nel contesto familiare, se lo stile di vita subisce stravolgimenti significativi, sono segni inequivocabili e precisi di disagio esistenziale profondo e pericoloso.

Massimo Barra,
Direttore della Fondazione Villa Maraini

,