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Prefazione all’edizione italiana

Da: “Tutti fratelli” di Lis Garde – Edizione italiana giugno 2009

Ogni appartenente al nostro Movimento Internazionale deve essere grato a Lis Garde, volontaria della Croce Rossa Danese, per questo testo tradotto in italiano da Bruno Berni. “Tutti fratelli”, il grido accorato delle donne di Castiglione delle Stiviere, spettatrici impotenti della battaglia di Solferino e antesignane delle nostre Crocerossine, appare sul mercato italiano in singolare e significativa coincidenza con il biennio 2009-2010, che ci ricorda molti avvenimenti particolarmente importanti per il popolo di Croce Rossa: il centocinquantesimo anniversario della battaglia e quindi della nascita dell’Idea (con “I” maiuscola) di Croce Rossa, ma anche il novantesimo della costituzione a Parigi della Lega, oggi Federazione, e il sessantesimo delle 4 Convenzioni di Ginevra del 1949. E ancora, il centenario della morte di Henry Dunant, avvenuta nel 1910. Lo stesso anno della morte di due altre figure significative per il Movimento, Florence Nightingale e Gustav Moynier.

Il libro ci appassiona e commuove, come ha appassionato e commosso la sua autrice, perché appassionante e commovente è la storia del suo protagonista, Henry Dunant, il “grande Enrico”, come lo chiama Paolo Vanni, che nominai delegato nazionale della CRI per la Storia della Croce Rossa. Una vita, quella di Dunant, paradigmatica del destino dei geni, che nascono raramente, e che sono troppo avanti rispetto ai contemporanei e, per questo, pagano un pesante pedaggio esistenziale alla mediocrità e alla cattiveria degli altri.

“Homo homini lupus”, la frase di Hobbes che in tre parole spiega molto della vita, ben fotografa il conflitto tra Henry Dunant e i suoi detrattori, tra il folle visionario capace di gettare il cuore al di là dell’ostacolo e i burocrati del CICR, l’Istituzione che ha impiegato troppo tempo per riconoscere i meriti del suo fondatore. Tutti fratelli ci descrive con precisione storica l’alternanza dei trionfi e delle sconfitte, delle sinergie e dei conflitti, dell’eccitamento maniacale e della depressione di un uomo che tutti dovrebbero imparare ad apprezzare e ad amare, anche grazie a questo libro.

Massimo Barra
Vice Presidente della Croce Rossa Internazionale Commissione Permanente

P.S. Mentre scrivevo queste brevi note mi è venuta in mente una mia visita a Bamako, dove un centinaio di giovani della Croce Rossa del Mali, divisi in due gruppi, mi accolsero gridando ritmicamente “Tutti” un gruppo e “Fratelli” l’altro. Mi è anche venuto in mente l’ufficio del Segretario Generale della Mezzaluna Rossa Afghana, con un grande quadro raffigurante la Chiesa di Castiglione dove Henry vide le donne prendersi cura dei feriti di ogni parte in conflitto. “Idea e azione in ogni angolo del mondo”. Oggi si direbbe: “Advocacy e attività per conto e a favore delle persone più vulnerabili”.

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