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Prefazione

Da: “Memorie di B. Junaud” novembre 2005

Il fatto di essere sempre in prima linea, alla frontiera della civile convivenza, dove si confrontano quotidianamente vita e morte, pace e guerra, tranquillità e stress, espone il nostro Movimento Internazionale di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa a forti e frequenti sollecitazioni ed al continuo giudizio della gente. Se, nonostante numerosi scrolloni, l’albero della Croce Rossa è sempre saldo e rigoglioso, vuol dire che le sue radici vanno bene in profondità e sono ancorate nel sentimento collettivo, ovunque nel mondo.

Merito, questo, delle azioni e dell’opera che quotidianamente i nostri volontari pongono in essere per alleviare o prevenire le sofferenze delle persone più vulnerabili. Ma merito anche delle azioni e delle opere di quanti ci hanno preceduto sotto il segno della Croce Rossa, dalle donne di Castiglione delle Stiviere e Solferino in poi. Di tante vite vissute intensamente, a volte sacrificate, sempre orientate e illuminate dall’imperativo categorico di “servire” gli altri, nel nome del principio di Umanità.

Queste memorie di B. Junaud ne sono un esaltante esempio. Un grande delegato del CICR, sempre in prima linea, testimone oculare di eventi drammatici ed epocali che hanno cambiato il mondo, armato solo della sua bandiera e della sua fede nel Movimento. E come lui tante altre migliaia, forse meno noti, ma ugualmente impegnati con lo stesso ideale a contribuire a fare del mondo un posto migliore. Dobbiamo essere fortemente grati a Paolo Vanni e al suo gruppo di entusiasti studiosi di Storia della Croce Rossa per aver pubblicato queste “memorie”, la cui lettura raccomandiamo a tutti i cultori del nostro Movimento. Ed in particolare ai giovani, che sono chiamati ad ispirarsi ad esempi come quello di B. Junaud per far avanzare e progredire la Croce Rossa del terzo Millennio nel solco della sua gloriosa, ultracentenaria tradizione.

Massimo Barra,
Vice Presidente della Federazione Internazionale di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa

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