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L’emblema di Croce Rossa

Da: “Storie di guerra di medicina e di letteratura” a cura di Ilaria Gorini – Edizioni Gaspari 2008
Massimo BARRA Presidente della C.R.I. Roma

L’adozione del Terzo Protocollo addizionale alle Convenzioni di Ginevra del 1949, avvenuta l’8 dicembre 2005, ha sancito la fine di un lungo e più volte sofferto dibattito all’interno della comunità internazionale e del Movimento Internazionale della Croce Rossa. Un momento molto atteso, questo, grazie al quale i 183 Stati firmatari delle Convenzioni hanno definitivamente approvato la proposta del Comitato Internazionale, adottando il Cristallo Rosso come emblema protettivo aggiuntivo ed opzionale da utilizzare in caso di conflitto. Un processo lungo e sofferto, si diceva, durato più di 50 anni, e più volte quasi arrivato al culmine, per poi dover retrocedere dinnanzi ad eventi politici estranei al nostro Movimento.

La discussione sull’emblema è cosa però antica quanto la stessa Croce Rossa, dal momento che anche l’attribuzione della sua paternità è controversa: Appia, Dufour, Dunant, a chi assegnare tale scelta? È certo che fu un riconoscimento ad una Nazione: la Svizzera, Paese di lunga tradizione neutrale, dove era nata la prima grande idea umanitaria laica della storia, la Croce Rossa, appunto (l’emblema raffigura infatti l’inversione dei colori della bandiera Svizzera – una croce bianca in campo rosso); ma c’è anche chi sostiene che fu un omaggio al “vero” fondatore dell’Opera internazionale di assistenza ai militari feriti sui campi di battaglia, Henry Dunant, cittadino svizzero; e chi, infine, che fu un omaggio di Dunant a se stesso, in quanto unico proponente di tale scelta.

Comunque siano andate le cose, la Conferenza di Ginevra del 1906 considerò l’omaggio reso alla Nazione “fondatrice dell’idea” della Croce Rossa come un fatto acquisito, e del resto uno scritto poco noto di Maurice Dunant (1910?), di proprietà della biblioteca pubblica di Ginevra, così recita: “Le fait qu’aucun document officili ne mentionne le nome de celui qui a propose l’emploi du drapeau blanc a croix rouge semble hien prouver que l’adoption de ce signe distinctif est le fruit d’une collaboration de Dunant, Appia et Dufour » L’ufficializzazione della croce rossa su campo bianco quale emblema distintivo e protettivo risale alla Conferenza Internazionale di Ginevra del 1863 e venne ribadito dalla I Convenzione di Ginevra del 1864, che così afferma: “Un bracciale di riconoscimento uniforme sarà ammesso per gli ufficiali e per gli impiegati sanitari di tutti gli eserciti.

Una bandiera identica sarà ugualmente adottata in tutti i paesi per le ambulanze e per gli ospedali militari. Questo bracciale e questa bandiera saranno quelli che sono stati adottati a Ginevra dalla Conferenza Internazionale dell’ottobre 1863 (croce rossa in campo bianco)”. L’emblema fece la sua prima comparsa durante la Guerra dei Ducati del 1864, con Charles Van de Velde in Danimarca e Louis Appia in Prussia. Un decennio più tardi, durante la Guerra dei Balcani del 1875 – 1878, l’Impero Ottomano, che pure aveva firmato la Convenzione del 1864, adottò unilateralmente quale simbolo protettivo la Mezzaluna Rossa su campo bianco, ottenendo dopo lunghe trattative dal neo costituito Comitato Internazionale di Croce Rossa la facoltà di utilizzarlo come proprio emblema, anche se unicamente per il conflitto in questione. Come ben sappiamo, ciò non avvenne, e la Mezzaluna Rossa entrò di fatto nella consuetudine del nostro Movimento, per poi entrarvi di diritto nel 1929, in occasione della Conferenza di revisione della Convenzione Internazionale.

La stessa Conferenza accolse anche le riserve presentate già a più riprese dalla Persia, ammettendo il Leone e Sole Rosso come emblema di quel Paese, e ribadì che nessuna altra riserva sarebbe stata accettata. La stessa linea fu ribadita dalle Convenzioni di Ginevra del 1949. Impero Ottomano e Persia non furono però i soli ad avanzare delle riserve. Se da un lato le richieste del Siam, dell’Afghanistan e, in tempi più recenti, dell’India e dello Zimbabwe, rientrarono, dall’altro la Società Nazionale di Israele, che già dal 1931 aveva adottato la Stella di David come proprio emblema, decise di mantenerlo, rimanendo per¬tanto esclusa dal Movimento Internazionale. Con la caduta dello Scià nel 1980, l’emblema persiano cadde in disuso e anche l’Iran adottò la Mezzaluna Rossa. Nel novembre del 1999, la XXIV Conferenza Internazionale di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa, presenti quasi tutti i governi e le Società Nazionali di tutto il mondo, istituì un gruppo di lavoro composto da 15 rappresentanti degli stati e da 7 del Movimento, i quali proposero la definizione di un Terzo Protocollo aggiuntivo alle Convenzioni di Ginevra del 1949, che stabilisse un nuovo emblema aggiuntivo al fine di risolvere l’annosa questione.
Un primo tentativo di conferenza diplomatica ad hoc, promosso dal Governo Svizzero nell’ottobre del 2000, fallì a causa della ripresa dell’Intifada e dell’acuirsi delle tensioni in Medio Oriente. Nel 2003, la XXVIII Conferenza Internazionale risollevò la questione, auspicando che si arrivasse il più presto possibile ad una conferenza diplomatica internazionale che risolvesse una volta per tutte la questione.

Solo alla fine del novembre 2005, Magen David Adom (la Società Nazionale dello stato di Israele) e Mezzaluna Rossa Palestinese sono giunti all’accordo del reciproco riconoscimento, spianando in questo modo la strada alla storica approvazione del Terzo Protocollo Addizionale, l’8 dicembre 2005. Il Terzo Protocollo crea un emblema aggiuntivo alla Croce Rossa e alla Mezzaluna Rossa: il “Cristallo Rosso”, un quadrato rosso in campo bianco, poggiato su uno degli angoli, prevedendone la possibilità di utilizzo facoltativa laddove né la Croce Rossa, né la Mezzaluna Rossa siano percepiti come emblemi neutrali e stabilendo la distinzione tra uso protettivo ed uso distintivo.

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