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L’ incontro del Quirinale

a “qualcuno” non è piaciuto
Da: “Pionieri CRI” Rassegna di informazione dei Gruppi Pionieri C.R.I. Numero unico – Anno 1975

BARRA: “L’attuale condizione della CRI non ci soddisfa appieno”.
LEONE: “Rendo l’omaggio che si deve a tutti coloro che in silenzio operano per la solidarietà umana”

Roma 5 Febbraio 1975, ore 12. Ai Quirinale, il Presidente della Repubblica, Giovanni Leone, riceve una delegazione composta dai Presidenti dei gruppi Pionieri di tutta Italia. Un avvenimento importante per tutti, scottante, forse, per la CROCE ROSSA, come già si poteva intendere dalla risposta che i dirigenti della C.R.I., contrariati per la decisione presa a loro insaputa, avevano dato all’annuncio della udienza. La condanna assumeva sostanza quando nei giorni seguenti giungevano dal Comitato Centrale gli echi delle ire e degli anatemi indirizzati contro i Pionieri, che venivano fatti segno di oscure minacce. Che cosa c’era in quella riunione di tanto tremendo e terribile per la CRI? Riportiamo di seguito integralmente i discorsi del Presidente Nazionale dei Pionieri CRI Massimo Barra e del Presidente della Repubblica Giovanni Leone.

Indirizzo di saluto del Dr. Massimo BARRA
Sig. Presidente, mi consenta innanzi tutto di porgerle il più vivo ringraziamento dei 5.000 Pionieri della Croce Rossa Italiana per questa udienza, cui partecipano in loro rappresentanza tutti i responsabili periferici e centrali dell’Organizzazione. Le siamo tutti profondamente grati per averci ricevuto, ed è superfluo dire come l’onore concessoci costituisca per ognuno di noi un forte incitamento a perseverare sempre più e meglio nell’attività intrapresa.

I Pionieri sono giovani che, aderendo all’ideale proprio della Croce Rossa, quello cioè del soccorso a chiunque abbia bisogno di aiuto, al di fuori di ogni discriminazione, cercano d’impiegare il proprio tempo libero in attività di assistenza sanitaria e sociale. Organizzati in gruppi, presenti in ottanta città italiane, i Pionieri studiano, propagandano ed insegnano le norme del primo soccorso da prestare agl’infortunati, assistono i malati negli ospedali e a domicilio, s’impegnano per la creazione di una coscienza trasfusionale e per il reinserimento e l’integrazione degli emarginati, siano essi handicappati fisici o mentali, persone anziane e sole e bisognose di assistenza, o giovani farmacodipendenti.

Vorremmo sempre più intensificare la nostra azione, accogliere fra noi un sempre maggior numero di giovani, prepararci meglio per essere in grado d’intervenire prontamente allorché si manifesti un bisogno nuovo. E’ questo, in fondo, lo spirito ultracentenario della Croce Rossa, che è sempre giunta là dove una situazione nuova si veniva a creare, pronta poi a cedere alle strutture dello Stato le sue realizzazioni, per andare ad affrontare nuovi problemi.

Per fare tutto ciò, naturalmente, occorrono mezzi e possibilità varie che oggi non abbiamo, e sarebbe auspicabile avere finalmente quel riconoscimento della nostra esistenza, come realtà associativa, che finora non abbiamo ottenuto, quando non ci è stato apertamente negato. Tradiremo il ruolo di critica onesta e costruttiva, nonchè di stimolo, caratteristico dei giovani, se non dichiarassimo con tutta franchezza che l’attuale condizione della Croce Rossa Italiana non ci soddisfa appieno. La patina del tempo ha arrugginito qualche ingranaggio, determinando una modifica all’originaria struttura associativovolontaristica dell’Associazione e trasformandola in quella di un Ente dagl’incerti contorni, che rischia di perdere le sue caratteristiche particolarissime e ineguagliabili.

L’impegno di tutti noi è anche quello di concorrere a che l’Associazione possa tornare sempre e soltanto tale, un insieme cioè di cittadini, di ogni età e condizione, che credono nei suoi ideali e che vogliono lavorare insieme per una concreta promozione sociale, nel rispetto dei fondamentali principi di Croce Rossa. Cercheremo di attuare ciò nell’unico modo che è congeniale ai Pio-nieri, quello del lavoro silenzioso e quotidiano negli ospedali, tra i baraccati, sulle autoemoteche, o in occasione di emergenze.

Anche per questo ci consenta, Sig. Presidente, d’invocare il Suo intervento, quale alto patrono della Associazione, affinchè la Croce Rossa Italiana possa ai più presto ritrovare la sua strada, sì da essere veramente utile alla comunità nazionale. E’ con questo auspicio e con i più sinceri sentimenti di devozione che mi permetto di rinnovarle, Sig. Presidente, il nostro saluto e il nostro grazie di cuore.

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