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Iraq, il grido della Mezzaluna rossa per le due Simone

Da: “Vita” del 10 settembre 2004
Il segretario generale della Lega araba delle Società Croce Rossa e Mezzaluna Rossa ha incontrato questa mattina Massimo Barra, vicepresidente della Federazione internazionale.

Le società di Croce Rossa e Mezzaluna rossa dei paesi arabi “deplorano” il sequestro delle volontarie italiane, lo considerano una “violazione dei diritti umani internazionali” e dicono di “attendere la liberazione” delle due donne. In una lettera diretta alla Croce Rossa Italiana consegnata questa mattina – ad Algeri, a margine della sesta conferenza panafricana dell’organizzazione – a Massimo Barra, vicepresidente della Federazione internazionale della Croce Rossa e Mezzaluna Rossa (che ha reso noto la missiva), la Lega araba della Croce Rossa afferma di condividere il dolore delle famiglie delle volontarie sequestrate e del popolo italiano. Promette inoltre il suo impegno” perché questi episodi non si ripetano. La lettera, diretta alla Cri e agli italiani, è firmata dal califfo Abdulah Ben Mohamed el Hazaa, segretario generale della Lega araba delle Società Croce Rossa e Mezzaluna Rossa, che questa mattina ha incontrato Massimo Barra.

Secondo quanto riferito, questo il testo: “L’organizzazione araba segue con inquietudine e rammarico le operazioni di sequestro di civili in Iraq. Il sequestro delle due signore italiane costituisce un incidente deplorevole ed attiva un vivo interessamento nella misura in cui è contrario alle convenzioni di Ginevra e costituisce una violazione flagrante del diritto umanitario internazionale della morale, dell’etica e dei comandamenti divini. Condividiamo il dolore delle famiglie dei due ostaggi e del popolo italiano ed attendiamo la loro liberazione. Affinché questa tragedia umana non si ripeta più, vi promettiamo di impiegare tutti i nostri sforzi per questo partendo dai principi umanitari del nostro movimento”.

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