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Il miracolo di Villa Maraini

Da: “Rivista delle Nazioni”, trimestrale culturale informativo, anno XXVII n. 1/2 – quarta serie – 1/2 trimestre 1995 – Roma.

Quando fondai Villa Maraini, nell’Agosto del 1976, Manlio Menaglia, ideatore della Mostra dei Presepi, era ancora capo ufficio stampa della C.R.I. In questa veste lo avevo conosciuto fin dal 1961: Lui geniale ideatore di mille iniziative; io quattordicenne volontario di Croce Rossa. Ci volemmo bene fin da subito. Mi specchiavo in Lui, nella Sua voglia di fare le cose, a dispetto di ogni avversità: nella Sua indipendenza da ogni condizionamento: nella Sua ostilità non celata verso ogni forma di aprioristico condizionamento burocratico, quasi vivente interprete di quelle parole di Henry Dunant, fondatore della Croce Rossa Internazionale, che tanto mi avevano affascinato: “Je ne veux etre accaparré par aucun parti, aucune opinion, aucune nation”.

Questo modo di fare e questi sentimenti, che non sono certo l’ideale per una vita tranquilla e priva di nemici, sono stati ben presenti a Villa Maraini fin dall’inizio, contribuendo, forse non poco, alle tante difficoltà non solo economiche che ne hanno condizionato l’avvio. Se tali difficoltà sono state superate, ciò è avvenuto grazie anche a Manlio che in tutte le sue iniziative ha sempre offerto gratuitamente uno stand perché Villa Maraini potesse farsi conoscere e ricevere l’appoggio del pubblico.

Dopo quasi venti anni le cose vanno molto meglio e Villa Maraini è oggi in grado di curare 850 tossicomani al giorno. Siccome però il livello di acqua di una vasca da bagno, come ci hanno insegnato nei problemini di scuola, dipende tanto dal rubinetto quanto dal tubo di scarico (ed il nostro è ogni giorno più largo), abbiamo ancora bisogno dell’aiuto della gente, anche perché Villa Maraini ha sempre erogato ogni sua prestazione in maniera totalmente gratuita. Per questo, anche quest’anno siamo presenti con un presepio realizzato dagli ex tossicomani di Villa Maraini. Per questo, anche quest’anno, siamo grati agli eredi e continuatori dell’opera di Manlio Menaglia.

“Dai a chi si droga un motivo per smettere”
”
LA “FILOSOFIA” di VILLA MARAINI

Non esiste la tossicomania come realtà aggettiva ed immutabile: esistono tanti tossicomani ognuno diverso dall’altro ed anche da se stesso in funzione del tempo che passa. Offrire una sola risposta terapeutica costringe il soggetto ad adattarsi ad un intervento non necessariamente adeguato alla sua dipendenza, con elevato rischio di abbandono o insuccesso. E’ la terapia che deve adeguarsi al soggetto e non viceversa. Di qui la necessità di un ampio ventaglio di opportunità da offrire al tossicomane dopo aver fatto una diagnosi esatta della sua patologia. Villa Maraini in tanti anni non ha mai rifiutato nessuno, convinta che se il drogato che vuole smettere è malato, quello che ancora non lo vuole è malato due volte e richiede un surplus di attenzione. Per questo a Villa Maraini le modalità di intervento sono tante, tutte quelle che le attuali conoscenze mettono a disposizione di chi vive, giorno dopo giorno, il dramma della tossicomania.

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